Per la competitività il governo prepara provvedimento omnibus

08/03/2005

    martedì 8 marzo 2005

    Pagina 16 – Economia

    Le parti sociali non sono state convocate
    Per la competitività il governo prepara
    provvedimento omnibus
    Sindacato scettico: contenuti deboli
    Nella maggioranza resta l’incognita della Lega

      Felicia Masocco

        ROMA Domani un consiglio dei ministri straordinario varerà le misure per ridare slancio alla competitività del Paese. Una nuova bozza del piano d’azione preparata dal ministro Siniscalco è stata consegnata ieri ai ministri e oggi verrà esaminata in una riunione di pre-consiglio. Si tratta di un decreto legge con gli interventi più urgenti e di un disegno di legge, 29 articoli in tutto, un centinaio di pagine. L’agenda non dovrebbe subire ulteriori slittamenti, resta tuttavia l’incognita della Lega. Maroni, Castelli e Calderoli hanno annunciato per oggi una conferenza stampa per illustrare le posizioni che il Carroccio farà pesare sulla discussione dopo che nei giorni scorsi aveva avvertito gli alleati a non riempire il provvedimento di quelle che Maroni ha definito «marchette».

          I testi sono stati inviati anche alle parti sociali. Nessuna traccia invece della nuova convocazione promessa per ieri dal premier Silvio Berlusconi, poi smentita da Maroni, e che secondo Alemanno sarebbe stata concessa su richiesta delle stesse parti. Ieri Marzano ha tagliato corto «è il momento di decidere, a questo punto non possiamo più perdere altro tempo». Avanti tutta quindi, e salvo cambiamenti di scena, sindacati e imprese potranno dire la loro quando i provvedimenti approderanno in Parlamento. Confindustria ha ribadito un sostanziale via libera mostrandosi però nettamente contraria alla trasformazione di Sviluppo Italia in una nuova «Gepi», la finanziaria pubblica per la ristrutturazione delle aziende in crisi tramontata nel 1997.

          I sindacati aspettano, ed è una attesa scettica. Si dice «scettico» Savino Pezzotta, «il presidente del Consiglio ha detto che larga parte delle richieste del sindacato sono state accolte. Voglio proprio vedere quali. Ho questa curiosità». Il provvedimento tuttavia – secondo il leader della Cisl – «è debolissimo e scarso rispetto ai problemi che vuole risolvere. Il sindacato ha chiesto risorse aggiuntive ma io non le ho ancora viste. Non si può parlare di innovazione senza metterci le risorse necessarie».

          «Aspettiamo. Poi valuteremo nel merito e decideremo il da farsi», aggiunge Guglielmo Epifani e sulla mancata convocazione ha detto di «prendere atto che un ministro (Maroni, ndr) ha convinto il premier». Sempre dalla Cgil, la segretaria confederale Marigia Maulucci parla di «provvedimento inadeguato che serve al governo solo per ottenere da Bruxelles sconti sul fronte del deficit o del debito». È «un’accozzaglia di norme sulle questioni più disparate». Per titoli: si va dalla tolleranza zero verso chi acquista prodotti contraffatti, al contrasto della criminalità organizzata e dell’immigrazione illegale; per il decollo della previdenza complementare di prevedono risorse per compensare le imprese per lo smobilizzo del Tfr. Viene aumentata la durata e l’entità dell’indennità di disoccupazione. Ancora: ci sono misure per l’innovazione, per la riforma degli incentivi, un fondo per le aziende in crisi, un premio a quelle che crescono, sgravi per neoassunti e sanzioni per il lavoro nero. Altri titoli riguardano la semplificazione amministrativa, il turismo, l’accelerazione della liberalizzazione del mercato elettrico, le infrastrutture con annessi commissari per le grandi opere, e una riforma del diritto fallimentare e degli ordini professionali.