Per la cassa integrazione frenata di gennaio: -25%

04/02/2011

Sacconi: è ripresa. Camusso: la vera emergenza è l’occupazione


Si apre con un dato positivo, il 2011 del lavoro italiano. Per quanto cauta e stentata la ripresa comincia a fare sentire i suoi effetti. Il ricorso alla cassa integrazione è in calo, e il calo si misura a due cifre: a gennaio sono state chieste e autorizzate dall’Inps 60,3 milioni di ore di cassa integrazione, un «calo significativo» che «conferma clamorosamente una tendenza alla diminuzione della richiesta di cig in atto dal giugno scorso». La flessione è generalizzata – riguarda cioè tutti e tre i tipi di cassa previsti dal nostro ordinamento, con la cassa straordinaria che scende addirittura del 44% e quella in deroga, lo strumento che si usa nelle crisi più gravi, che invece frena solo del 10%. Il calo più significativo è stato registrato tra industria e artigianato (-31,6% rispetto a dicembre 2010) e commercio (-36%), il dato generale dice che la flessione media è del 25,5%. E stanno diminuendo anche le domande di disoccupazione e il numero di lavoratori messi in mobilità.

«È un segnale importante che viene dalle imprese italiane – commenta il presidente dell’Inps, Antonio Mastrapasqua -, una indicazione forte, che conferma i segnali che ormai da sei mesi ci arrivano dal mercato: le aziende chiedono sempre meno cassa integrazione nel suo complesso. Da tre mesi anche le richieste della cassa integrazione in deroga mostrano una decisa flessione. Da due anni guardiamo ai numeri della crisi, attraverso le richieste di cassa. Oggi con lo stesso realismo dobbiamo registrare un’inversione di tendenza non episodica, continua e sempre più rilevante, che non può non farci ben sperare per il futuro produttivo del Paese».

I dati «confermano la ripresa della produzione, anche se selettiva» anche secondo il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi, che ne approfitta per sottolineare quanto ha sempre sostenuto, e cioè che le risorse disponibili per gli ammortizzatori sociali, «tarate peraltro sulle ipotesi peggiori, risultano ancor più sufficienti e gli allarmismi degli scorsi mesi erano del tutto ingiustificati».

Più cauti del ministro i sindacati. «C’è una parte dell’economia, soprattutto quella legata alle grandi imprese, che riprende, ma il problema resta la disoccupazione, indicatore vero dell’andamento dell’economia», ha per esempio commentato il leader della Cgil Susanna Camusso. Sulla stessa linea anche la Cisl, con Giorgio Santini, che chiede strumenti per «superare la pesante contraddizione di un elevato numero di cassintegrati e disoccupati in un mercato del lavoro nel quale, nonostante la crisi, moltissime figure professionali risultano di difficile reperimento».

La Uil chiede invece uno sforzo ancora maggiore sugli ammortizzatori sociali. «I dati delle ore autorizzate di cassa integrazione di gennaio sembrano indicare una ripresa del sistema produttivo. Nel contempo, però, l’effetto della crisi sull’occupazione ha prodotto un calo del lavoro dipendente e stabile a fronte di un aumento di quello temporaneo, non coperto significativamente da efficaci ammortizzatori sociali», dice il segretario confederale, Guglielmo Loy.

«Anche per questo sono importanti e da apprezzare gli intendimenti del ministro Sacconi relativi alle garanzie per i molti lavoratori in cassa integrazione o in mobilità che hanno maturato l’età pensionabile e alla volontà di definire rapidamente un’intesa Governo-Regioni che estenda la Cassa Integrazione in deroga anche per il 2011».
IL PRESIDENTE DELL’INPS «Per due anni abbiamo letto i segnali negativi Ora capiamo quelli buoni»