Per il vertice di Confindustria si fa largo Bombassei

06/11/2007
    martedì 6 novembre 2007

      Pagina 2 – Economia

        IL CASO

        L’industriale della Brembo scende in campo e riceve la benedizione di Montezemolo: mi fa piacere, lo stimo

          Per il vertice di Confindustria si fa largo Bombassei

          di Laura Matteucci

          «Il mio, come tanti altri, è uno dei nomi, vediamo cosa succederà». L’ipotesi circolava già da tempo, adesso è un certezza. Alberto Bombassei, vicepresidente di Confindustria, titolare della Brembo di Curno, vicino a Bergamo, che ha fondato lui stesso nel 1961 insieme a padre e zio ed è diventata leader nella produzione, progettazione e commercializzazione di sistemi frenanti, si autocandida alla guida dell’associazione di categoria, che la prossima primavera dovrà eleggere il nuovo presidente.

          E l’attuale, Luca Cordero di Montezemolo, l’ha già benedetto con una frase secca: «L’ipotesi mi fa solo piacere, perchè è una persona che stimo».

          Se le elezioni vere e proprie si svolgeranno solo tra qualche mese, quando scadrà effettivamente il mandato di Montezemolo, l’articolato sistema elettivo interno a Confindustria prevede però che le consultazioni tra i soci inizino a breve, tra meno di due mesi: «I saggi – continua infatti Bombassei – si riuniscono a gennaio e faranno il loro mestiere».

          Il vice di Montezemolo tenta comunque di schermirsi: «Tutti i vice presidenti – aggiunge ridendo – aspirano per definizione a fare il presidente».

          Lui, nella fattispecie, dal 2004 è vicepresidente con delega alle Relazioni industriali e agli Affari sociali. Nato a Vicenza nel 1940, 67 compiuti da poco, nella Brembo di famiglia ha compiuto una rapida carriera, diventandone presidente e amministratore delegato, parallelamente alla crescita dell’azienda che, beneficiando del clima del dopoguerra, ha rapidamente acquisito fette di mercato vendendo sistemi frenanti all’Alfa Romeo.

          Prima di essere scelto ad affiancare Montezemolo, è stato il presidente di Federmeccanica, carica che più di altre gli ha valso l’attuale delega alle relazioni industriali. All’interno dell’associazione, viene indicato come nuovo esponente dell’ala industriale dei «falchi».

          Di fatto, l’ipotesi di una sua candidatura alla presidenza di viale dell’Astronomia ha già ricevuto il placet – di facciata o autentico che sia – di Montezemolo.

          Ma di certo non è l’unica. In pole position tra i candidati, c’è anche Emma Marcegaglia, vicepresidente pure lei (per energia e coordinamento politiche industriali e ambientali), e a cui certo non mancano i sostegni. Mantovana, classe 1965, Marcegaglia è stata la prima donna a varcare il fatidico sesto piano di viale dell’Astronomia, a soli 30 anni, quando nel ‘96 viene eletta presidente dei giovani industriali. Si candida a rappresentare i piccoli e medi imprenditori di area liberal ed ha già ricevuto la benedizione di un imprenditore del calibro di Vittorio Merloni (patron della Indesit). Una che a suo tempo si oppose alla gestione D’Amato, considerata troppo filo-berlusconiana, e che anche per questo, visto da molti come un eccesso di sbandamento a sinistra, ha bisogno di coprirsi a destra.

          Un affilamento di armi, quello di Bombassei e Marcegaglia, che potrebbe anche rivelarsi un doppio flop, a favore di una personalità meno carismatica, e decisamente meno ingombrante, cui secondo molti si starebbe in realtà pensando in viale dell’Astronomia.