Per il turismo sempre più web e basso costo

10/11/2003



      Sabato 08 Novembre 2003

      Turismo
      Per il turismo sempre più web e basso costo


      FIRENZE – Il mercato turistico passerà sempre più attraverso le pagine web. Internet sta infatti incrementando il giro d’affari legato al settore: per il momento rappresenta il 4,5% dell’intero business, ma promette di raggiungere il 30% entro il 2008. A illustrare la tendenza è stata Hannes Werthner, docente di informatica e commercio all’Università di Trento, che ha parlato ieri delle nuove tecnologie come supporto al turismo durante la seconda giornata del convegno "Sviluppo sostenibile e competitività del turismo in Europa", organizzato dal Sole 24 Ore in collaborazione con la Regione Toscana. Ha inoltre sottolineato come l’Italia, per il momento in netto ritardo rispetto agli Stati Uniti e agli altri paesi europei, recupererà presto il suo gap. I primi segnali vengono dal classico booking on line, strumento sempre più utilizzato dalle nuove generazioni. Che il legame tra Rete e viaggi sia sempre più solido lo dimostra il progetto in fase di start up curato da Emilio Valdameri, di "Progetto Turismo 2000". Circa 600 agenti on line prenderanno il posto delle tradizionali agenzie per organizzare le vacanze degli italiani, mentre Silvio Ricci, responsabile dell’area Sviluppo e clienti di Tim, ha presentato l’innovativa proposta di invio di messaggi telefonici con informazioni utili per chi vuole viaggiare. Accanto al trend in crescita di Internet e nonostante il gradimento sempre più alto nei confronti dei trasporti low-cost, anche la valorizzazione del rapporto con i clienti continua ad essere un elemento molto apprezzato: per questo i servizi di assistenza in ogni fase del viaggio da parte delle agenzie vanno migliorando. Ma il concetto di qualità fa nascere polemiche. Elena David, amministratore delegato della catena Una Hotel e presidente dell’Aica (associazione italiana catene alberghiere), ha criticato il sistema di classificazione alberghiera: «Se la competitività a livello internazionale dovrà diventare la vera sfida per il turismo italiano – ha detto – allora i parametri impiegati adesso sono poco adeguati perché legati ad una realtà puramente regionale. Utilizziamo, di fatto, un metro di giudizio per gli alberghi diverso da regione a regione, il che è un sistema poco trasparente per chi vuole soggiornare nel nostro Paese». E proprio sul turismo europeo si è soffermato Paolo Bertozzi, amministratore delegato di Trade Lab, che ha sottolineato come in Italia siano assenti le grandi compagnie internazionali, il cui business è per l’84% all’estero. «La domanda di turismo tende a globalizzarsi sempre di più – ha poi aggiunto Bertozzi – spinto da alcuni fenomeni come lo sviluppo delle tecnologie di comunicazione e la democratizzazione dell’offerta di trasporto e del consumo delle vacanze»

      SARA MONACI