«Per il Sud sono pochi 4 miliardi di €»

25/10/2001

Il Sole 24 ORE.com





    Cgil, Cisl e Uil contestano la politica di investimenti del Governo verso il Meridione: la nuova manovra riduce i finanziamenti

    «Per il Sud sono pochi 4 miliardi di €»
    Nel mirino credito d’imposta, Tremonti-bis e sommerso – Micciché: «Disponibile al confronto»
    Barbara Fiammeri
    ROMA – «Una finanziaria contro il Mezzogiorno». Questo il giudizio lapidario di Cgil, Cisl e Uil sulla manovra attualmente all’esame del Parlamento. I sindacati accusano il Governo di aver assegnato alle aree depresse – e quindi a Mezzogiorno e Centro Nord – «solo ottomila miliardi per il triennio 2002-2004 che riguardano tuttavia gli ultimi due anni mentre neppure una lira è prevista per il 2002». Per questo motivo Cgil, Cisl e Uil chiedono un visibile cambiamento di rotta che preveda ulteriori stanziamenti per la 488, l’incremento delle risorse per i programmi cofinanziati dalla Ue, la copertura del credito d’imposta senza intaccare le risorse comunitarie per il 2000-2006 e l’applicazione dello sgravio contributivo triennale al Sud per i nuovi assunti a tempo indeterminato. A rispondere ai sindacati è stato ieri sera il viceministro dell’Economia, Gianfranco Micciché, pronto «a riferire al più presto in Parlamento sulle linee d’azione programmatica che il Governo intende adottare per il Mezzogiorno». Ma rispetto alla Finanziaria dello scorso anno – sottolineano i segretari confederali di Cgil, Cisl e Uil, Paolo Nerozzi, Giorgio Santini e Paolo Pirani – c’è stata una riduzione di 6,4 miliardi di euro (12.500 miliardi di lire) che si riflette soprattutto sul prossimo anno: per il 2002, infatti, sono previsti stanziamenti per circa 7,5 miliardi di euro contro i 9,5 previsti dalla precedente legge di bilancio. L’unica iniezione di risorse è prevista per la legge 488 (1,2miliardi di euro nel triennio, di cui 400 milioni sul 2002) e per gli interventi Calabria, Napoli e Palermo. Ad aumentare la preoccupazione dei sindacati è, in particolare, l’assenza di finanziamenti per patti territoriali, contratti di programma e contratti d’area. «L’impressione è quella dell’abbandono della programmazione negoziata e dello spostamento degli investimenti verso il Nord», ha detto Paolo Nerozzi (Cgil). Sotto accusa anche la mancata indicazione della copertura del credito d’imposta e le decisioni del Governo su Tremonti-bis e sommerso. A proposito della Tremonti-bis, il segretario confederale della Cisl, Santini, ha detto: «Il Governo ha deciso di trovare la copertura per questo intervento utilizzando il fondo nel quale dovrebbero confluire le maggiori entrate provenienti dall’emersione del nero: in questo modo, quindi, gli investimenti realizzati al Nord con la Tremonti-bis verranno coperti dal gettito del sommerso che, come dice lo stesso Governo, riguarda prevalentemente il Sud». Non solo. Il Fondo per l’emersione, secondo l’emendamento al decreto sull’euro presentato ieri dall’Esecutivo, dovrebbe sostenere anche la copertura del 66% di oneri contributivi chiesti ai lavoratori per sanare la loro posizione previdenziale per i 5 anni precedenti l’uscita dal nero: «Ci chiediamo, a questo punto, dove verranno reperite le risorse». «Insomma, non c’è chiarezza da parte del Governo – ha aggiunto il segretario confederale della Uil Paolo Pirani – sugli indirizzi delle politiche per il Mezzogiorno». In cui rientrano anche le decisioni sulla gestione dei fondi strutturali. Cgil, Cisl e Uil sottolineano che anche sul cofinanziamento dei progetti sostenuti dalla Ue c’è un evidente rinvio ai prossimi anni: la Finanziaria, infatti, stanzia a questo fine 1.200 miliardi per il 2002, altrettanti per l’anno successivo e ben 13.200 per il 2004. «È singolare – ha detto ancora Pirani – che si denunci il fatto che i fondi strutturali non vengano utilizzati a sufficienza dalle Regioni mentre il Governo non ha ancora provveduto a nominare il nuovo capo Dipartimento per le politiche di sviluppo e coesione». Critici i sindacati anche sulla gestione del futuro di Sviluppo Italia oggetto «di un balletto indecoroso». Micciché ha replicato di «essere disponibile, per quanto di mia competenza, all’apertura di un tavolo di confronto per l’analisi della situazione generale e per la proposta che verrà formulata dal Governo sulla nuova missione della società».
    Giovedí 25 Ottobre 2001
 




 
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