Per il commercio slitta la 488

02/01/2001

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Martedì 2 Gennaio 2001
italia – economia
Il regolamento che disciplina il bando per gli incentivi nelle aree depresse non sarà emanato prima di metà mese Per il commercio slitta la 488

MILANO. Si allungano i tempi del varo della legge 488 per il settore commercio rispetto alle previsioni iniziali. Da una ricognizione effettuata nelle scorse settimane (si veda «Il Sole-24 Ore» del 23 novembre 2000) il meccanismo sembrava pronto per metà dicembre. Invece i tempi si sono allungati sull’onda della necessità di tener conto nell’ambito del regolamento attuativo e del bando di gara di alcune richieste avanzate da diverse associazioni di settore.

In base agli incontri effettuati nei giorni scorsi, i tecnici del ministero dell’Industria hanno comunicato ai rappresentanti delle associazioni del commercio che la circolare applicativa è ormai in fase conclusiva. È quindi probabile che per la seconda metà del mese si possa entrare nella fase «calda» vera e propria con la pubblicazione in «Gazzetta Ufficiale» dell’impalcatura normativa e delle indicazioni alle Regioni per l’individuazione delle priorità.

Insomma, è a questo punto prevedibile che per il via definitivo alla presentazione dei progetti occorrerà attendere tra la fine di gennaio e la metà febbraio almeno. Del resto, vista la quasi concomitante iniziativa per il settore turismo, è probabile che all’Industria abbiano voluto evitare anche un effetto-ingorgo presso gli istituti di credito cui spetta il compito di valutare i progetti.

Per il settore commercio dovrebbero essere disponibili almeno 500 miliardi di incentivi, i quali a loro volta dovrebbero tradursi in una massa di investimenti superiore ai 1.500 miliardi (per il turismo è stato stanziato un migliaio di miliardi). La maggior parte dei fondi è destinata alle aree depresse.

L’estensione della legge 488 anche al commercio (dopo l’affiancamento del turismo all’industria) rappresenta un banco di prova di rilievo in un momento di continua trasformazione del settore distributivo, sia sul piano degli interventi per l’innovazione sia su quello del consolidamento dei gruppi operanti sul mercato. Per evitare che il meccanismo della 488 risultasse discriminante in una fase che vede il piccolo dettaglio marciare con una velocità inferiore a quella della grande distribuzione, è stato accordato un ruolo chiave alle associazioni di settore.

Il decollo della 488 per il commercio rappresenta altresì un tassello rilevante per la politica di settore, nel momento in cui la riforma del comparto distributivo sta lentamente uscendo dalla fase di implementazione (risultata in pratica nettamente più lunga delle previsioni). Nei prossimi mesi la sfida si giocherà sul piano del rilancio degli investimenti e sulla razionalizzazione delle reti di vendita. Anche alla luce del fatto che nuovi gruppi (come nel caso del gigante tedesco Rewe) stanno accelerando la crescita in Italia.

Vincenzo Chierchia