Per i terremotati in hotel la «villeggiatura» è finita

15/10/2010

«Siamo tutti aquilani e tutti terremotati », dice Mara Quaianni, «e ci dispiace molto, loro non hanno colpa », aggiunge riferendosi ai concittadini che vivono negli hotelda sfollati. «Purtroppo non abbiamo altro modo per far valere le nostre ragioni ». Da oggi gli albergatori de L’Aquila non forniranno la pulizia, il cambio della biancheria, e non serviranno i pasti. «Nonostante le rassicurazione del commissario Chiodi,ad ogginon risultano pervenute le nostre spettanze, ovviamente, non appena riceveremo quanto dovuto, riattiveremo i servizi che abbiamo garantito, con grandi sacrifici sin dall’inizio del post-sisma », dice ancora la signora Quaianni, che è vice presidente di Federalberghi e che si vede costretta a snocciolare l’elenco delle inadempienze della Sge, la struttura per la gestione dell’emergenza: «A settembre abbiamo avuto un acconto sul mese di gennaio e un saldo del 25% su settembre».
Niente soldi per gli albergatori, niente per i puntellamenti, niente per le autonome sistemazioni, ovvero per chi dovrebbero ricevere un contributo per pagare l’affitto. Il sindaco Cialente chiede «assoluta solerzia alla Sge» anche se sa che «lì qualcosa non funziona», lo stesso comune ha anticipato 28 milioni e, se non rientreranno, «non saprò come pagare gli stipendi». Dovrebbero arrivare almeno 60 milioni, che non basteranno a pagare tutti i debiti e che, tuttavia,non arrivano. Interpellato al telefono, il nuovo vicecommissario Antonio Cicchetti si trincera dietro a un «Non so, non ci sono ancora, d’altra parte nell’ordinanza non c’è scritto che mi devo occupare di questo». Effettivamente l’ordinanza non definisce le deleghe del sub commissario, però, alla caserma della Guardia di finanza, l’ufficio del dottor Cicchetti c’è, anzi, non appena il sindaco ha rimesso il suo mandato, raccontano, è stato sollecitato a liberare le scrivanie al più presto. Risponde, invece, agli albergatori aquilani il commissario Chiodi, annunciando che parte degli 80,5 milioni disponibili per le spese per l’emergenza- Abruzzo sarà utilizzata anche per gli hotel e facendo sapere che sono stati firmati pagamenti per 2,6 milioni di euro, a copertura delle spettanze fino al mese di febbraio: «Siete
disumani, avete avuto più dei vostri colleghi delle altre province eppure siete i meno solidali». «La solidarietà c’è», dice invece l’albergatrice Mara Quaianni ma «sono due mesi che ripetiamo a tutti che non riusciamo ad andare avanti». E non è questione di buona volontà, si tratta di pagare stipendi e forniture in una realtà dove l’economia è ferma. Gianni Chiodi la butta sul ritornello, mediaticamente collaudato, dell’ingratitudine degli aquilani, che è una cosa che fa impazzire nella città dove la ricostruzione non è iniziata e la popolazione assistita raggiunge le 55mila unità. Di ieri è la polemica su un “trucco contabile” che ha consentito al commissario Chiodi di parlare, in una conferenza stampa a Palazzo Chigi, di soli 3000 sfollati. È insorta l’assessore Stefania Pezzopane: «Non è con l’illusionismo che si risolvono i problemi, sono 55.326 le persone che vivono in una condizione di grande disagio. 48 mila nella sola Aquila». Oltre ai 3 mila negli alberghi ci sono gli assegnatari del progetto CASE. Non è soltanto, l’aspirazione a veder riparate le proprie abitazioni. C’è anche, per esempio, l’obbligo, se ti allontani peruna settimana, di comunicarlo alle autorità. A rischio, se non lo fai, di trovare i sigilli sulla porta. Come è avvenuto mercoledì ad una badante, assente dalla sua casa a fitto concordato tutti i giorni tranne il sabato e la domenica. Come stava per succedere ad un anziano sordo che non apriva la porta ed è stato considerato assente. In questo caso la mobilitazione dei vicini è riuscita a fermare l’espulsione. Non si sentono a casa loro nemmeno coloro che hanno trovato un alloggio con l’affitto assistito, che sono spesso, dice Stefania Pezzopane, «alloggi al limite della vivibilità ». Il commissario Chiodi replica che nonc’è nessuna intenzione di dividere i terremotati in «serie A e serie B, il conteggio diverso serve ad ottimizzare i calcoli, visto che la situazione più urgente è quella di chi vive in albergo ». Ma intanto di magie dei numeri ce ne sono tante, la settimana scorsa, nel question time al Senato, Guido Bertolaso ha sostenuto che ci sono 14 miliardi per L’Aquila. Qui nessuno li ha visti.