Per i sindacati la riforma non serve

27/01/2003



Domenica 26 Gennaio 2003

Per i sindacati la riforma non serve


ROMA – I sindacati contestano l’ennesimo richiamo di Antonio Fazio sull’urgenza di una riforma del sistema previdenziale. «Non serve una nuova riforma delle pensioni», afferma Pierpaolo Baretta (Cisl): «Il capitolo previdenza va chiuso definitivamente con la delega in discussione in Parlamento». E ancora: «Mi sembra che Fazio confonda due cose tra cui non c’è alcun collegamento. È infatti sbagliato legare la questione del rientro del debito pubblico, che è un fatto congiunturale, con quella della sostenibilità del sistema previdenziale, che è un aspetto di medio-lungo periodo». Il governatore «farebbe bene a fare il suo mestiere», senza occuparsi di argomenti, come quello delle pensioni, «sui quali non ha alcuna responsabilità politica». È la dura reazione del numero due della Uil, Adriano Musi, che continua: «È veramente avvilente che i contribuenti italiani continuino a pagare per una figura istituzionale che invece di fare il suo mestiere e controllare le banche come prevede il suo ruolo continua ad occuparsi di cose di cui non ha alcuna responsabilità politica. Se vuole fare politiche – aggiunge il sindacalista – allora lo faccia solo dopo aver lasciato il suo incarico». «Come al solito Fazio torna a fare da sponda al Governo, sulle pensioni e non solo», dice il responsabile per le politiche economiche della Cgil, Beniamino Lapadula. «Così facendo – aggiunge Lapadula – Fazio prepara il terreno per un intervento sulle pensioni di anzianità che ormai è nell’aria da alcune settimane. È gravissimo che il Governatore, per fare da scudo a un Governo che non riesce a gestire i conti pubblici se non con la finanza creativa, riproponga ancora una volta tagli alle pensioni». Gli dà man forte Sergio Cofferati che promette al premier Silvio Berlusconi: «Se continuerà su questa strada torneremo alle tensioni del 1994».