Per i sindacati italiani mobilitazione soft

14/05/2003



              Mercoledí 14 Maggio 2003
              Per i sindacati italiani mobilitazione soft

              Cgil, Cisl e Uil a consulto sulla delega – Vertice di Governo la prossima settimana – Il premier: ok con la Lega


              ROMA – Non si terrà prima della prossima settimana il vertice di Governo sulle pensioni sollecitato dal ministro Roberto Maroni. A lasciarlo intendere è stato ieri il premier Silvio Berlusconi: «L’incontro sulla previdenza era stato già fissato per questa settimana ma» il ministro Giulio «Tremonti non può».
              Il vertice – ha aggiunto il premier – «è previsto, ma non abbiamo ancora fissato la data». Berlusconi ha comunque tenuto a precisare che sulle pensioni non c’è alcuna tensione con la Lega: «No, assolutamente, stamattina (ieri per chi legge, ndr) ho parlato con Bossi: è tutto a posto».
              Intanto i sindacati si preparano a mandare un primo avvertimento al Governo, senza comunque ricorrere, almeno per il momento, allo sciopero. Nell’incontro unitario di oggi, fissato nei giorni scorsi in seguito all’avvio della mobilitazione sulle pensioni, Cgil, Cisl e Uil dovrebbero dare il via a qualche iniziativa preliminare (assemblee nei posti di lavori e via dicendo) per indurre l’Esecutivo a dare rapidamente una risposta sulle proposte di modifica della delega formulate il mese scorso.
              Non una vera rottura ancora, dunque, anche perché Cgil, Cisl e Uil sono intenzionate a tenere ancora aperta la porta del dialogo con Maroni. Ma i sindacati lasciano intendere di essere pronti a proclamare lo sciopero se il Governo non dovesse modificare la delega (fiscalizzazione al posto della decontribuzione e uso volontario, e non obbligatorio, del Tfr per i fondi pensione) o se dovesse ricorrere a disincentivi sulle pensioni anticipate.
              Intanto la "Bicameralina" sugli enti previdenziali invita gli istituti pensionistici pubblici e casse private a introdurre nuovi meccanismi di controllo e di monitoraggio dei conti. Nella relazione elaborata dal presidente Francesco Amoruso (An) e approvata dalla Commissione si afferma che in alcuni casi la sostenibilità finanziaria degli enti appare «precaria».

              Il vertice di Governo. Il vertice tra Berlusconi, Tremonti e Maroni dovrebbe svolgersi la prossima settimana, anche se potrebbe ulteriormente slittare a quella successiva (dopo le elezioni del 25 maggio). Per il premier non esiste alcun problema con la Lega. E anche dal Carroccio si afferma che non ci sono troppe nubi all’orizzonte sulle pensioni. Non è escluso che dal vertice possa uscire il via libera a un doppio percorso: mandato pieno a Maroni per continuare a gestire la delega sulla base dell’attuale impianto (senza quindi l’introduzione immediata di disincentivi e mantenendo misure finalizzate e ridurre il costo del lavoro) e per verificare la possibilità di un’intesa con i sindacati; formalizzazione in sede Ue nel corso del semestre di presidenza italiana della questione pensioni e avvio di una discussione per individuare eventuali parametri comuni con tanto di proposta sulla Maastricht previdenziale. E a questa iniziativa sarebbe rimandata alla questione disincentivi, su cui la Lega resta contraria. Ma nella maggioranza sono in molti a spingere per questa soluzione. «Credo che la riforma delle pensioni, fondata su un sistema di disincentivi, faccia parte dei doveri che la politica ha nei confronti delle prossime generazioni», ha detto ieri il leader dell’Udc, Marco Follini.

              Sindacati mobilitati. Oggi Cgil, Cisl e Uil metteranno a punto le prime iniziative per rafforzare la mobilitazione sulle pensioni. I sindacati giudicano positivamente la richiesta di chiarimento di Maroni al Governo, ma non sono disposti ad aspettare per troppo tempo. «Spero che il Governo decida rapidamente e che risponda a quello che gli abbiamo chiesto», ha detto Guglielmo Epifani. E anche Savino Pezzotta ha chiesto all’Esecutivo di convocare in fretta i sindacati. La Uil – ha affermato Adriano Musi – «dopo le dichiarazioni del premier è ancora più preoccupata di prima».

              MARCO ROGARI