Per i sindacati diventa «inevitabile» lo sciopero generale

25/10/2004

            sabato 23 Ottobre 2004

            Previsto entro l’inizio della settimana il documento unitario di Cgil, Cisl e Uil con le proposte e le osservazioni sulla politica economica. Pezzotta: iniziative di lotta
            Per i sindacati diventa «inevitabile» lo sciopero generale

              MILANO I sindacati si preparano a scendere in campo contro la politica economica del governo. Con la definizione di un documento unitario contenente proposte e osservazioni sulla Finanziaria – che dovrebbe esser varato entro l’inizio della prossima settimana – e con la proclamazione di un’iniziativa di lotta.

              I leader di Cgil, Cisl e Uil sembrano non avere più dubbi. E, anche se ancora resta qualche divergenza, confermano l’intenzione di marciare uniti. Anzitutto contro le promesse non mantenute di Palazzo Chigi.

              «Mi sembra che ormai l’iniziativa di lotta sia inevitabile» – afferma il segretario generale della Cisl, Savino Pezzotta. «C’era una promessa, anzi un impegno da parte del governo che aveva assicurato che si sarebbero aperti i tavoli di confronto il primo ottobre. Oggi (cioè ieri, ndr) ne abbiamo 22 e mi sembra che i tavoli ancora non ci siano». Conclusione, rimane solo il ricorso alla lotta. Le cui modalità verranno discusse e decise unitariamente. «Il Paese – sostiene – non può più attendere».

              La posizione di Pezzotta è condivisa dal leader della Cgil. «Stiamo lavorando, e io penso che tra la fine di questa settimana e i primissimi giorni della prossima, sarà pronto un documento con le nostre osservazioni e le nostre proposte sulle Finanziaria» – afferma Epifani. Che, come il numero uno della Cisl, non esclude il ricorso ad un’azione di lotta. «Io penso che bisognerà sostenere questo documento con un’iniziativa di mobilitazione – afferma – che, ovviamente, sarà decisa unitariamente».

              Intervenendo a Torino, Epifani ha ribadito tutta la sua contrarietà alla Finanziaria varata dal governo. Ed è tornato sulle motivazioni. Secondo il leader della Cgil, piuttosto che concentrarsi sui tagli «bisognerebbe fare una manovra mirata a quelle fasce di reddito che in questi anni hanno avuto i problemi più grandi: i lavoratori dipendenti e i pensionati». La crisi italiana ha due caratteristiche principali: la crisi dei consumi e il calo delle esportazioni. Per questo, secondo il numero uno della Cgil, occorre intervenire a favore dei redditi più bassi e dei pensionati e bisogna favorire investimenti e sviluppi produttivi. «Due cose di cui, nella Finanziaria, non c’è traccia».

              Sul piede di guerra contro la politica economica del governo è anche il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti. «Dobbiamo preparare una serie di richieste – afferma -. Anche se tra noi ci sono ancora posizioni diverse, stiamo lavorando per preparare un documento unitario». Primo punto, la tutela del salario e del reddito del lavoro dipendente.

              Anche per Angeletti il documento unitario è fondamentale, ma non basta. Servono, insieme, iniziative di contrasto alla manovra. E parla di necessità di iniziative di mobilitazione. Le cui modalità – afferma – saranno definite «la prossima settimana». «Il tentativo di cambiare la finanziaria – dice – deve essere fatto agendo sia sul sistema fiscale che su quello contrattuale: la nostra prima richiesta sarà la riduzione delle tasse per il lavoro dipendente e per i pensionati».