Per i servizi alla persona 10mila miliardi all’anno

25/01/2001

loghino.gif (3272 byte)

ombraban.gif (478 byte)


Giovedì 25 Gennaio 2001
norme e tributi
pagina 21

Per i servizi alla persona 10mila miliardi all’anno

ROMA Circa 10mila miliardi di lire l’anno. È quanto pagano ogni anno le famiglie italiane per l’assistenza e i servizi di cura alla persona. Si tratta, comunque, soltanto di una stima emersa nel corso di un convegno organizzato ieri dal Formez sul nuovo Welfare locale, al quale sono intervenuti operatori sociali e amministratori di Regioni e comuni. Al dibattito ha partecipato anche il ministro per la Solidarietà sociale, Livia Turco, che ha sottolineato come una «vera riforma per la protezione sociale» abbia bisogno di un aumento delle risorse ma anche della revisione della sua composizione ora destinata per il 70% alla previdenza, per il 23% alla sanità e soltanto il resto alle politiche sociali.

Dai lavori è emerso che quella dei servizi privati alla persona è una fetta di mercato in crescita, che sarebbe pari al 30% del lavoro svolto «in nero». Quanto ai 10mila miliardi destinati annualmente dagli italiani ai servizi alla persona questa stima non tiene conto dei costi per rette e tariffe ma solo dell’onere sostenuto dalle famiglie per le prestazioni che non trovano alcuna risposta nella rete dei servizi esistenti.

Il Formez ha fatto notare che la legge di riforma, approvata lo scorso novembre, introduce un nuovo Welfare non più di tipo «riparativo» ma di «protezione sociale attiva» per l’individuo e la famiglia puntando sulla rete integrata di servizi. Un nuovo meccanismo apprezzato anche da un’esponente dell’opposizione Adriana Poli Bortone, sindaco di Lecce, secondo la quale «quella sull’assistenza è una legge buona. Indipendentemente da chi governerà — ha aggiunto — per questa legge ci dovrà essere continuità. È un primo elemento di condivisione accettabile». Anche il ministro Turco ha sottolineato che si tratta di una «legge che va al di là degli schieramenti e che porta il dialogo fra maggioranza ed opposizione».

L’attenzione degli operatori e degli amministratori locali è ora concentrata sulla fase applicativa. Turco ha detto che entro la fine della legislatura intende mandare a regime il processo attuativo ma — ha fatto notare — da «subito le Regioni devono attivare tutti i soggetti coinvolti»: province, comuni e volontariato. Il ministro, in particolare, intende aprire un tavolo per ripartire i 3.500 miliardi stanziati per il 2001 tra enti territoriali e locali e individuare gli standard essenziali e le priorità. Subito dopo saranno varati il regolamento per l’operatore sanitario e sociale di base e il decreto per l’accesso alla dirigenza delle professioni sociali.

M.Rog.