Per i senzalavoro 700 milioni di euro

20/06/2002






          (Del 20/6/2002 Sezione: Economia Pag. 5)
          Per i senzalavoro 700 milioni di euro
          In cinque pagine la bozza d´accordo sugli ammortizzatori

          ROMA
          Lo schema – 5 paginette – è titolato «La riforma degli ammortizzatori sociali». Gli estensori sono due sindacalisti, il segretario confederale Cisl Raffaele Bonanni e il suo collega della Uil Fabio Canapa. Ma anche se si tratta di una bozza, in queste cinque pagine è sostanzialmente contenuta la proposta che il ministero del Welfare ha concordato con queste due confederazioni per stringere un´intesa sulle modifiche al sistema degli ammortizzatori sociali. Uno dei punti in discussione oggi pomeriggio al tavolo sul mercato del lavoro, e in buona sostanza la contropartita principale alla modifica alla disciplina sui licenziamenti. Dallo schema mancano le cifre sulle risorse che il governo dovrà destinare alla riforma, che però dovrebbero aggirarsi per il primo anno in 600-700 milioni di euro, un po´ meno di 1500 miliardi di vecchie lire. Le principali innovazioni riguarderanno l´indennità di disoccupazione, che verrà un po´ incrementata; il varo di un nuovo «ammortizzatore di ultima istanza» per tutti coloro che non potranno più godere di altri sussidi, a carico della fiscalità generale. E soprattutto, il varo di due nuovi strumenti, finanziati da imprese e lavoratori «mangiando» risorse alla contrattazione, e gestiti localmente da enti bilaterali formati da rappresentanti delle aziende e dei sindacati (anch´essi finanziati da contributi, quindi): un trattamento integrativo dell´indennità di disoccupazione, e una cassa integrazione per i settori e le imprese che oggi ne sono escluse. Gli enti bilaterali – contro cui si è scagliata la Cgil, che li giudica uno snaturamento della funzione del sindacato – avranno anche il compito di progettare e attuare programmi di formazione e riqualificazione professionale. Vediamo in sintesi i contenuti dello schema, che naturalmente nel corso dell´incontro potrebbe essere integrato o modificato da altri contributi. Nella premessa, intanto, si specifica che il dialogo tra governo e parti sociali proseguirà in futuro, al momento delle redazione dei decreti legislativi che dovranno materialmente concretizzare la delega governativa. Dopo aver dato un giudizio negativo dell´attuale sistema di protezione sociale, la bozza indica la necessità di una modifica del trattamento di disoccupazione. Si prevedono due livelli: uno di base e generale, sempre finanziato dallo Stato e dall´impresa, e uno integrativo, finanziato dalla contrattazione collettiva. Il primo dovrà essere potenziato, per durare 12 mesi e assicurando all´ex-lavoratore il 60% dell’ultima retribuzione (ora i mesi sono 6, e si eroga il 40% dell´ultimo stipendio). Chi riceverà l´assegno (massimo 36 mesi nell´arco di 5 anni) dovrà partecipare obbligatoriamente a programmi formativi, gestiti dagli Enti bilaterali (in cui ci saranno sindacalisti e imprenditori), pena sanzioni o la perdita del sussidio. Segue poi la modifica alla cassa integrazione, in caso di sospensione o contrazione dell’attività lavorativa. Nessuna novità per chi già oggi gode di Cig o Cigs; per i dipendenti dei settori e delle imprese oggi escluse entreranno gradualmente in funzione nuovi sussidi finanziati dalla contrattazione, sempre gestiti dagli enti bilaterali. Infine, «per tutti i lavoratori che, fuoriusciti dai precedenti livelli di ammortizzatori, si trovino in stato di disoccupazione e per coloro che versino in particolare stato di disagio» ci sarà un «ammortizzatore di ultima istanza», non meglio definito nel progetto. Una protezione finanziata dallo Stato, che riguarderà anche i lavoratori attualmente impegnati nei Lavori Socialmente Utili e difficilmente ricollocabili.

          r. gi.