Per i fondi pensione arrivano 25 milioni

20/12/2004

    domenica 19 dicembre 2004

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      Per i fondi pensione arrivano 25 milioni
      Minidote alla copertura 2005, nel 2006 si sale a 400 Avanza il decreto

        MARCO ROGARI

          ROMA • Dai venti ai trenta milioni. È quanto il Tesoro conterebbe di destinare per il 2005 alla previdenza complementare. Con tutta probabilità la "dote" sarà di circa 25 milioni e verrà inserita nel decreto legge sulla competitività, che dovrebbe vedere la luce a inizio gennaio.

          Anche se nei giorni scorsi il premier Berlusconi ha fatto riferimento alla fine dell’anno. Ma il ministro del Welfare, Roberto Maroni, resta dubbioso. E, oltre a ribadire il «rammarico» per il mancato inserimento della "copertura" nella Finanziaria, continua a esprimere dubbi sulla possibilità che l’operazione-Tfr possa davvero partire nel 2005. Dubbi che sono legati al vincolo imposto dalla riforma previdenziale: le risorse vanno iscritte nella Finanziaria.

          In ogni caso, Maroni non dubita della parola del premier, che ha parlato di «refuso» e ha assicurato che i fondi sarebbero stati trovati con il Dl competitività. «C’è la promessa di Berlusconi», dice Maroni. Che aggiunge: la bozza del decreto di attuazione della riforma sulle modalità di conferimento del Tfr e sulle agevolazioni fiscali sarà pronto entro Natale.

          A questo punto resta da vedere che cosa accadrà nei prossimi giorni. Il Tesoro avrebbe individuato un escamotage per uscire dall’impasse relativo al vincoli sulla "copertura" posto dalla stesa riforma previdenziale: i 20-25 milioni per il 2005 potrebbero utilizzare una corsia diversa da quella della Finanziaria perché assimilabili a operazioni di start-up di progetti sperimentali. La copertura per il 2006, stimata in 300-500 milioni (probabilmente 400) verrebbe invece inserita nella prossima Finanziaria insieme a quella per il 2007.

          Ma anche se il piano di "riparazione" che sta allestendo il Tesoro dovesse davvero scattare, resta elevato il rischio che per il 2005 le nuove misure per lo sviluppo delle forme integrative rimangano di fatto al palo. E, secondo alcuni esperti del settore, l’entità della ristretta "dote" per il prossimo anno ne sarebbe una conferma indiretta.

          I dubbi di Maroni. Nonostante la «promessa» di Berlusconi, Maroni continua a nutrire alcune perplessità sull’effettivo decollo nel 2005 dell’operazione-Tfr. Anche perché il ministro torna a sostenere che il mancato inserimento della copertura in Finanziaria non sia stata affatto una dimenticanza.

            Secondo Maroni non sarà facile superare il vincolo posto dalla stessa riforma previdenziale sul reperimento delle risorse: «Qualcuno interpreta che, nella prima fase di attuazione della riforma, le risorse possano anche non essere inserite in Finanziaria: se è così siamo a posto, altrimenti abbiamo perso un anno».

            L’escamotage allo studio del Tesoro. Quel «qualcuno» cui si riferisce Maroni non è altro che il Tesoro. Che starebbe pensando di far rientrare la mini-copertura nella "casistica" dei mini-finanziamenti dalle fasi di start-up di progetti e operazioni sperimentali.

              Le risorse 2005. Le risorse per il 2005 saranno inserite nel Dl competitività e verranno attinte da "fondi" già esistenti: riserve dei ministeri o, forse, dagli stanziamenti per la riforma degli ammortizzatori. Il Welfare aveva quantificato in venti milioni la copertura sufficiente per il prossimo anno: probabilmente si arriverà a 25 milioni. La "dote" è così ristretta perché, anche nella migliore delle ipotesi, il decreto attuativo necessario per far scattare le nuove misure (uso del Tfr con il "silenzio-assenso" e incentivi fiscali) non diventerà operativo prima dell’estate 2005. E, visto che i lavoratori avranno sei mesi di tempo per decidere come usare il Tfr, è facile prevedere che per il 2005 sarà ristretto il numero di nuovi aderenti alla "complementare". Di conseguenza, saranno minime le risorse da destinare alle compensazioni per le imprese e alla copertura delle agevolazioni fiscali.

                In arrivo il decreto attuativo. Maroni conferma che la bozza del decreto attuativo sarà pronta prima di Natale. Il decreto verrà poi discusso con le parti sociali con l’obiettivo di essere varato in primavera e diventare operativo in estate. Il tutto sarà possibile se, a inizio gennaio, il Dl competitività prevederà le risorse necessarie.