Per i farmacisti bilanci stabili

17/03/2005
    giovedì 17 marzo 2005

    sezione: NORME E TRIBUTI – pagina 31

    INCHIESTA / I CONTI DELLE CASSE

      Per i farmacisti bilanci stabili

      Numero chiuso e prestazioni definite garantiscono l’equilibrio Dal 2004 possibili contributi volontari

      LAURA CAVESTRI

      ROMA • Guarda con ottimismo oltre il 2040. Viaggia infatti su un binario tranquillo l’Enpaf, l’ente di previdenza dei farmacisti, unico " graziato" — assieme alla Cassa del notariato — dai severi avvertimenti del Nucleo per la valutazione della spesa previdenziale del ministero del Welfare.

      In comune con i notai, infatti, l’ente di previdenza dei farmacisti ha una platea di contribuenti sostanzialmente stabile per le selettive barriere all’accesso alle sedi farmaceutiche. Infatti, il loro numero, così come quello degli " uffici" notarili, è programmato. Dunque, queste categorie sono fisiologicamente meno soggette ai picchi demografici che rischiano di mandare in corto circuito i conti delle Casse, quelle retributive, nel momento in cui arrivano alla pensione le " leve generazionali" più numerose.

      Tra i fattori di stabilità anche il calcolo delle pensioni, che fa perno su un sistema a " prestazioni definite". In pratica, nel regolamento è fissato, con periodica revisione, l’importo annuo della prestazione rapportata a 30 anni di contribuzione ( dal 1° gennaio 2004 l’importo è pari a 6.713 euro annui).

      Il bilancio. Il numero dei contribuenti Enpaf è cresciuto dell’ 1,8% in un anno. Invece, i pensionati sono saliti dell’ 1%, passando dai 25.292 del 2003 ai 25.563 del 2004. Resta pressoché costante il rapporto contribuenti/ pensionati: da 2,63 a 2,65.

        Migliora il rapporto tra entrate per contributi e uscite per pensioni. Ad una crescita dei versamenti pari all’ 8,7%, corrisponde un incremento di spese per prestazioni inferiore al 2%, con un rapporto tra le due voci che migliora, da 1,47 a 1,57.

        I contributi. Le farmacie versano un contributo pari allo 0,90% del fatturato sui farmaci dispensati dal servizio sanitario nazionale. Gli iscritti, invece, pagano un contributo obbligatorio pari a circa 3mila euro l’anno. Inoltre, spiega il presidente Enpaf, Emilio Croce, « dal 1° Gennaio 2004, ciascun iscritto può migliorare la propria posizione con versamenti doppi o tripli » . La contribuzione aggiuntiva produrrà un " estra" di prestazione.

          « Abbiamo anche cercato di rendere più flessibile il rapporto con gli iscritti. Per i farmacisti che maturano il " primo pilastro" previdenziale presso altre gestioni — precisa Croce — è consentita la riduzione del contributo obbligatorio sino al 15% dell’importo intero. Mentre per i nuovi iscritti all’Albo, dal 1 ? gennaio 2004, è possibile aderire al contributo di solidarietà, versando il 3% sulla quota obbligatoria ( circa 75 euro), per beneficiare di prestazioni assistenziali e indennità di maternità ».

            Gli investimenti. La cui consistenza degli investimenti mobiliari è passata — nel biennio 2003 2004 — da 74 a oltre 100 milioni di euro. « I buoni rendimenti — afferma Croce — sostengono la fase di espansione dell’Enpaf nei comparti azionario e obbligazionario, dove giungiamo con forte ritardo rispetto agli altri enti professionali dato che la nostra privatizzazione si è realizzata, di fatto, dopo il 2000 » .
            Questo motivo spiega anche lo " scorporo" dal patrimonio mobiliare della voce " liquidità", passata da 223 a 148 milioni per dare " ossigeno" agli investimenti. In parallelo, l’Ente sta attuando una politica di progressiva dismissione degli immobili a uso residenziale e che, in quattro anni, è valsa 80 milioni di euro.