Per i farmaci da banco bilancio in rosso

09/11/2000

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Giovedì 9 Novembre 2000
italia – economia
Per i farmaci da banco bilancio in rosso

(NOSTRO SERVIZIO)

ROMACresce a ritmi sostenuti la tendenza degli italiani al "fai da te" in campo sanitario, ma il mercato dei prodotti destinati all’automedicazione (cioè i farmaci da banco) resta al palo. Il primo bilancio del 2000 parla di un vero e proprio flop: vendite in calo del 3,4% e fatturati vicini al congelamento (+0,6%), nonostante un incremento del 15,4% dell’investimento pubblicitario rispetto allo scorso anno. A documentare la "crisi" sono i dati contenuti nel Rapporto 2000 dell’Osservatorio sull’automedicazione promosso da Anifa (associazione di settore aderente a Federchimica), presentato ieri a Roma. Il confronto tra primo semestre 2000 e primo semestre 1999 non lascia illusioni: con un fatturato di 1.860 miliardi realizzato con oltre 170 milioni di confezioni di prodotti destinati principalmente ai disturbi stagionali (raffreddore, tosse, mal di gola) l’automedicazione rappresenta soltanto uno striminzito 8% del totale del mercato farmaceutico, contro il 20,1% della Gran Bretagna e il 15,4% della Germania. A gonfie vele viaggiano soltanto i prodotti su ricetta che, sempre nel primo semestre dell’anno, hanno visto salire il proprio giro d’affari del 13,5 per cento.

Eppure la battaglia per l’accreditamento dei prodotti per automedicazione come terapie capaci di risolvere i piccoli disturbi senza aggravio di spesa per lo Stato e a costi contenuti anche per le tasche dei cittadini è avviata da tempo. E c’è almeno un 70% di italiani che ritiene di essere pronto a gestire da sé le patologie minori, mentre un buon 35% dichiara di curarsi sempre da solo. «A creare il divario tra domanda e mercato — spiega il presidente Anifa, Angelo Zanibelli — sono i vincoli amministrativi che ancora ci separano dal resto dell’Europa». Paletti la cui rimozione è da ieri ufficialmente affidata a un gruppo di lavoro già attivo presso il ministero della Sanità, cui il direttore del Dipartimento farmaci, Nello Martini, ha affidato il compito di individuare le soluzioni per quattro nodi fondamentali: l’acquisizione definitiva della distinzione tra "prescription" e "no prescription" (solo in Italia e Spagna esiste una sottoclassificazione in Sop — senza ricetta non pubblicizzabili — e Otc — idem, ma col volano della pubblicità); la semplificazione dei vincoli alla pubblicità, in parte già risolti da una norma inserita della Finanziaria 2001 sul silenzio-assenso; l’attualizzazione del processo di revisione programmata 2000/2001, riguardante 1.110 specialità; la definizione di regole per l’uso estensivo dei marchi.

Sara Todaro