Per i disoccupati sussidi più ricchi e più lunghi

22/06/2007
    venerdì 22 giugno 2007
      Pagina 8 – Primo Piano

    Analisi
    Ammortizzatori e giovani, i primi passi della riforma

      Per i disoccupati sussidi
      più ricchi e più lunghi

      TERESA PITTELLI

        S ubito un’indennità più ricca del 10% e più lunga per i disoccupati, crediti agevolati fino a 600 euro al mese per gli atipici, riscatto facile della laurea per i giovani. Sono alcune delle misure contenute nel piano di riforma degli ammortizzatori sociali presentato ieri dal ministro del Lavoro, Cesare Damiano. Misure che, assieme all’aumento fino a 70 euro di quasi due milioni di pensioni basse, faranno parte del «primo modulo» della riforma, da attuare con una corsia preferenziale (forse un decreto) subito dopo la firma di un’intesa. Sempre che si sblocchi la trattativa sulle pensioni.

        La nuova mappa dei sostegni ai disoccupati contenuta nel testo letto ieri dal ministro alle parti sociali poggia su tre interventi. Prima di tutto un aumento dell’indennità di disoccupazione ordinaria dal 50% della retribuzione probabilmente al 60% (il documento non contiene ancora cifre).

        Anche la durata del sussidio dovrebbe allungarsi di qualche mese rispetto agli attuali sette (dieci per chi è sopra i 50 anni). Al secondo punto della proposta c’è poi l’incremento dell’indennità di disoccupazione «con requisiti ridotti», attualmente pari al 30% della retribuzione, che riguarda soprattutto i giovani lavoratori che non riescono a mettere insieme gli anni di contribuzione necessari ad avere il sussidio standard. L’intervento è teso a incentivare contratti più lunghi e stabili da parte delle imprese.

        Terzo punto: l’estensione della cassa integrazione, cioè l’integrazione al reddito erogata ai lavoratori di grandi imprese in crisi, che nelle intenzioni del governo dovrebbe essere estesa alle piccole imprese e agli artigiani. In questo modo anche i dipendenti delle piccole aziende dovrebbero arrivare a regime a una copertura simile al 60% di tutti gli altri, grazie a un mix di sostegno al reddito e tutele legate agli enti bilaterali. Quest’ultimo intervento, assieme a un piano per reinserire gli over-50, rientra nel paniere di proposte che hanno ancora bisogno di essere definite, per poi rientrare in un secondo modulo che potrebbe trovare spazio anche in Finanziaria.

        L’aumento del sussidio di disoccupazione invece arriverà molto prima, ma sarà legato a quello che il piano Damiano definisce «patto di servizio»: un documento che il lavoratore disoccupato firmerà prima di ricevere il sussidio, e che lo impegna a cercare attivamente un lavoro, accettando le offerte di formazione e reinserimento dei servizi per l’impiego, pena la perdita dell’indennità.

        Infine, si propone un pacchetto di misure per i giovani e i precari dotato di 600 milioni. I parasubordinati, oltre all’aumento delle aliquote contributive (progressivamente si vorrebbe arrivare al 27% dall’attuale 23%), e alla copertura piena con contributi figurativi dei periodi di disoccupazione, godranno anche di prestiti agevolati fino a 600 euro al mese, restituibili in 12-24 mesi. Altri due fondi sono previsti per il microcredito ai giovani che vogliono avviare un’attività sul proprio territorio, e per i prestiti ai giovani artigiani. Sarà anche ripreso il meccanismo del prestito d’onore, eliminando però il contributo a fondo perduto.

        Sempre per i giovani il piano prevede il riscatto meno caro della laurea ai fini della pensione, con l’aumento fino a 5 anni della loro anzianità anagrafica e del montante contributivo, e il cumulo gratuito degli spezzoni di contributi versati a enti di previdenza diversi.