Per i consumi un bilancio «sottozero»

09/01/2003



Giovedí 09 Gennaio 2003



Per i consumi un bilancio «sottozero»

Congiuntura - Studio AcNielsen: nel 2002 la spesa delle famiglie è calata del 3,5% e quest’anno si prevede una frenata dello 0,8%


            MILANO – Domanda interna sempre in caduta: i consumi delle famiglie continueranno a flettere anche nel 2003, sia pure in misura più contenuta, dopo aver archiviato il 2002 con una vera debacle. Secondo le stime di AcNielsen il consuntivo del 2002, per quanto riguarda gli acquisti di prodotti confezionati di largo consumo (grocery) nella distribuzione moderna, dovrebbe accusare (a valori costanti) una caduta del 3,5% dopo il calo dell’1% già registrato nel 2001. E per l’anno appena iniziato si profila già una ulteriore caduta dei consumi dello 0,8% trainata peraltro dagli alimentari (-1,4%). Nel comparto non food AcNielsen stima una ripresa: dopo il -3,3% del 2002 seguito al -1,4% del 2001, per il 2003 si prevede un rimbalzo dell’1,1% in media. Sul fronte dei prezzi è stata stimata una crescita media del 4,2% per il 2002 e del 3% quest’anno, dopo un 2001 che ha fatto rilevare un aumento medio dei prezzi dei beni grocery pari al 5,7 per cento. I big della distribuzione intanto corrono ai ripari e rilanciano sugli investimenti e sulle promozioni, mentre si profila una strenua battaglia dei prezzi per «conquistare» i consumatori. «Il 2003 sarà contraddistinto da importanti fattori – sottolinea Vincenzo Tassinari, presidente di Coop Italia, la centrale acquisti leader nel nostro Paese -. Si accentuerà la price competition, ossia la battaglia a colpi di promozioni tra le catene distributive; gli ipermercati punteranno sulla convenienza, i supermarket sul servizio. Proseguirà anche il processo di aggregazione tra i gruppi commerciali. Sui consumi in generale siamo molto cauti, la stima media è di un incremento modesto per l’alimentare intorno allo 0,2% mentre per il non food la crescita dovrebbe attestarsi sullo 0,5%». Dopo aver chiuso il 2002 con vendite per circa 10 miliardi (+7,1%) e oltre 5 milioni di soci (+8%), Coop sta accelerando sulle nuove aperture (previsti 10 ipermercati e 9 superstore) e su un massiccio contenimento dei prezzi «nettamente al di sotto delle medie Istat». «Il Natale non è stato buono come nel 2001 – aggiunge Riccardo Francioni, direttore Selex e procuratore della Centrale acquisti Esd – ma resto fiducioso per il 2003, anche perchè puntiamo ad aprire nel complesso oltre 180 nuovi punti vendita». Rilevante anche la corsa alle alleanze tra le imprese: proprio in questi giorni, al Sud, sta decollando un polo da circa 500 milioni di euro di fatturato frutto dell’acquisizione del controllo della partenopea Mida da parte della barese Magamark (entrambe associate al gruppo Selex). È corsa a tre per Cedi Puglia: Conad, Carrefour e Auchan-Rinascente. «La vera battaglia si giocherà sulle iniziative promozionali e sulla relazione con i consumatori – aggiunge Francioni – mentre anche l’industria sta accelerando sull’innovazione». Tra gli operatori della distribuzione si discute in questi giorni della sfida lanciata da Barilla a gruppi del calibro di Unilever e Nestlè nel settore dei piatti pronti surgelati. Forte degli investimenti effettuati in questi anni nel settore del freddo il gruppo di Parma si sta preparando a entrare in un settore dominato finora da Sagit-Unilever e Buitoni-Nestlè, con prezzi e margini alti. Al tempo stesso c’è molta attesa per la riorganizzazione delle attività promozionali da parte del gruppo Ferrero che, secondo indiscrezioni non confermate ufficialmente, si appresterebbe a una massiccia campagna di tagli-prezzo nei prodotti da forno. Nella cura della persona è sfida a tutto campo tra Procter&Gamble e L’Oreal. «Nel comparto dei supermarket il Natale è andato bene – sottolinea Giorgio Santambrogio, direttore generale marketing di Interdis – l’obiettivo del 2003 è la salvaguardia dei margini e lo sviluppo di promozioni mirate al consumatore, facendo leva sul grande parco di carte fedeltà oggi esistente. Non bisogna dimenticare il vero e proprio boom di vendite dell’hard discount con crescite a due cifre di recente. Si profila dunque un confronto a tutto campo con l’industria sul fronte delle politiche commerciali e delle strategie di marketing». VINCENZO CHIERCHIA