Per i consumi segnali di rilancio anche se si riducono le promozioni

29/03/2002





Per i consumi segnali di rilancio anche se si riducono le promozioni

Vincenzo Chierchia
MILANO – I consumi delle famiglie, secondo gli ultimi dati Istat sulle vendite al dettaglio in gennaio (si veda «Il Sole-24 Ore» del 27 marzo), sono in recupero. Ma nell’ambito della distribuzione moderna solo i supermercati, come rilevano le recenti analisi di Information resources e AcNielsen, sembrano avere lo slancio necessario per sfruttare al massimo le opportunità. «Nello stesso tempo gli ipermercati – come ha sottolineato Guido Cristini, docente dell’Università di Parma – sono in affanno come testimoniano i dati di Information resources». Il trend di sviluppo della quota di mercato tra 2000 e 2001 è stato infatti negativo (-0,1%) – ha aggiunto Cristini alla presentazione della Relazione sul largo consumo di Information resources – a fronte di una crescita apprezzabile dei supermercati (+0,9%). Anche la dinamica della produttività, nello stesso periodo, è stata tutta a vantaggio dei supermercati, con un incremento del 5,9% a fronte di un aumento del’1,1% soltanto a vantaggio degli ipermercati». Come dire: le grandi superfici extraurbane attraversano oggi una fase di stanca, mentre sono in pieno sviluppo i supermercati di dimensioni medio-grandi (i cosiddetti superstore) ben posizionati in ambito urbano. A penalizzare gli ipermercati ci sono poi diversi fattori, tra cui il marcato rallentamento nelle nuove aperture da un paio di anni a questa parte (la riforma Bersani è stata recepita in senso vincolistico dalla maggior parte delle Regioni) e i cambiamenti nelle regole sulle promozioni. Su questo punto insistono le analisi di AcNielsen: l’introduzione della normativa che disciplina le vendite sottocosto ha determinato le condizioni per un apprezzabile rallentamento della pressione promozionale, con la conseguenza che soprattutto nelle grandi strutture (posizionate su un livello di prezzi basso) il consumatore ha iniziato a veder ridurre il divario di convenienza tra i vari canali di vendita. Tra dicembre e gennaio la pressione promozionale nei supermercati e negli ipermercati è calata di quasi tre punti (dal 24,3% al 21,6%). Ma se si tiene conto dell’intero periodo di applicazione del divieto di vendita sottocosto, ossia se si parte dai livelli di pressione promozionali di ottobre, AcNielsen ha registrato una caduta di oltre cinque punti, dal 2,71% al 21,6 per cento. E, come rilevato da AcNielsen, tra febbraio e marzo proprio tra il complesso dei prodotti di largo consumo in promozione sono state registrate apprezzabili flessioni delle vendite. Più in generale le recenti analisi di AcNielsen sottolineano anche che le attese sono orientate su un atteggiamento molto cauto delle famiglie sui consumi: in base alle rilevazioni continuative è probabile che, in mancanza di una fase espansiva del potere di acquisto, le famiglie tendano a essere orientate verso una riduzione dei consumi per difendere i livelli di risparmio, sotto pressione per una dinamica inflattiva elevata nel settore grocery (4% circa) e per la riduzione della pressione promozionale che ha comportato una flessione dei livelli di convenienza.

Venerdí 29 Marzo 2002