Per i consumi la crescita 2001 scende all’1,1%

10/10/2001

Il Sole 24 ORE.com








    Per i consumi la crescita 2001 scende all’1,1%
    MILANO – Confcommercio rilancia l’allarme sui consumi: si profila un Natale molto incerto, mentre le stime sulla crescita dei consumi sono state tagliate dall’1,7 all’1,1% per il 2001 (la previsione era +2,1% a fine agosto). Un’analisi dell’Ufficio studi sottolinea che «agli italiani sta passando la voglia di fare acquisti» e che si sta accentuando «la spinta recessiva dell’economia». Previste anche 300mila immatricolazioni di auto in meno sul 2000. A livello macroeconomico – sottolinea l’Ufficio studi di Confcommercio, l’associazione presieduta da Sergio Billè – l’incremento della spesa per consumi di beni e servizi, rispetto al 2000, non dovrebbe andare oltre l’1,1 per cento. Un tasso di crescita pari a un terzo appena rispetto al 2000. Anche sul mercato del lavoro – sottolinea Confcommercio – «si riscontra un ricorso consistente alla Cassa integrazione da parte delle maggiori imprese». Come dire che le tensioni sul fronte occupazionale avranno contraccolpi diretti sulla capacità di spesa. Preoccupa poi il fatto che «i consumatori stanno realizzando forme di risparmio cautelativo, con una netta preferenza per la liquidità – sottolinea l’analisi -. Gli investimenti finanziari sono quasi esclusivamente a breve termine e a basso rischio». «Questo fenomeno – prosegue Confcommercio – sta influenzando negativamente non solo le spese a breve termine, ma anche la programmazione degli acquisti in occasione del Natale, per effetto del perdurante clima di incertezza». E veniamo alle rilevazioni sui settori. Alimentari. Per quanto riguarda gli alimentari le vendite risultano sostanzialmente stabili, anche se l’indagine evidenzia un calo del 5% dello scontrino medio, nella piccole e nelle grandi imprese commerciali, e soprattutto al Nord. Abbigliamento. Particolarmente penalizzati gli acquisti di capi di abbigliamento costosi (–20%). La richiesta si concentra quasi esclusivamente sugli accessori, come guanti, cravatte, foulard o camicie. Prudenziale l’atteggiamento dei consumatori che stanno accentuando la tendenza a procrastinare alcuni acquisti, in particolare quelli per i capi di abbigliamento più importanti e il rinnovo del guardaroba. Elettrodomestici e mobili. Le vendite sono in calo del 10 per cento. Elettronica. Gli acquisti di prodotti di telefonia si riducono del 10 per cento. Giocattoli. È un comparto in controtendenza: è stata registrata un’anomala impennata delle vendite di nuove play station, con un fatturato in crescita del 10% dallo scorso 11 settembre. Profumeria e libri. Acquisti stabili. Pacchetti turistici. La domanda registra una flessione del 40 per cento.
    Vincenzo Chierchia
    Mercoledí 10 Ottobre 2001
 
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