Per Gucci secondo trimestre in calo

16/10/2003



      Giovedí 16 Ottobre 2003

      FINANZA E MERCATI
      Per Gucci secondo trimestre in calo
      ma De Sole vede la fine della crisi

      Il manager: «Da agosto concreti segnali di ripresa nelle vendite»


      FIRENZE – Gucci sembra aver imboccato la strada del rilancio in termini di crescita e, in prospettiva, anche di risultati. A parlare di «svolta» è il numero uno del gruppo, Domenico De Sole, che ieri ha commentato i dati del secondo trimestre dell’anno e, soprattutto, ha anticipato gli andamenti (questi sì decisamente positivi) da agosto a oggi. Dopo due anni difficili, i cui effetti si sono fatti sentire ancora sui conti del periodo maggio-luglio, stanno arrivando finalmente segnali incoraggianti, che il mercato ha subito accolto con ottimismo, premiando nelle contrattazioni di Borsa sia l’azienda fiorentina che i titoli legati al settore del lusso.
      Le vendite del secondo trimestre, a livello consolidato, si sono attestate a quota 583,7 milioni di euro, in crescita dell’1,1% rispetto al 2002. L’utile operativo, prima degli ammortamenti per avviamento e marchi e delle spese di ristrutturazione, è stato di 26,8 milioni, con una flessione del 58,4% sull’anno precedente. Nel semestre, da febbraio a luglio, i ricavi sono ammontati complessivamente a 1.150,7 milioni (-2,9%) e il risultato operativo si è contratto in maniera sensibile a 32,5 milioni (-71,3%). L’andamento della prima metà dell’esercizio segna insomma una netta flessione nei confronti del 2002, ma già presenta una leggera ripresa grazie ai risultati del secondo trimestre. Ed è proprio su questo trend che si focalizza l’attenzione degli analisti. L’inversione di tendenza vera e propria è cominciata in agosto. E ha riguardato principalmente Europa, Giappone, Hong Kong e Stati Uniti. Il gruppo toscano parla di crescita a due cifre per la divisione Gucci e di un +31% per le vendite dirette di Yves Saint Laurent, che dal primo agosto al 12 ottobre ha toccato incrementi del 60% sul mercato americano e su quello giapponese. Si tratta di performance importanti, ai vertici del comparto del lusso, che giustificano l’ottimismo di De Sole per il futuro. «Le aspettative sono molto positive», dice il presidente e amministratore di Gucci.
      «Il secondo trimestre ha segnato una svolta importante per il marchio Gucci – commenta il manager – a luglio abbiamo cominciato a consegnare la collezione autunno-inverno e immediatamente abbiamo inziato a registrare la crescita più importante dall’inizio della recessione che ha colpito il settore del lusso dopo l’11 settembre del 2001. Questo fatto ha migliorato leggermente i nostri risultati per il secondo trimestre – aggiunge – che sono stati comunque penalizzati dalle ripercussioni del conflitto in Irak, dall’epidemia di Sars e dalla rivalutazione dell’euro».
      La tendenza positiva, come detto, è proseguita in questi ultimi mesi. «La divisione Gucci ha avuto da agosto aumenti delle vendite del 20% negli Stati Uniti, del 14% in Giappone, del 16% a Hong Kong e Cina e del 10% in Europa – sottolinea ancora De Sole -. A tirare sono un po’ tutte le categorie di prodotto, e non solo per quanto riguarda il nostro marchio storico: anche Ysl, Bottega Veneta, Alexander McQueen, Stella McCartney e Balenciaga hanno raccolto una buona accoglienza alle sfilate parigine e dunque, nonostante i risultati del gruppo nel secondo trimestre dell’anno siano stati deludenti in termini di redditività, la nostra rigorosa disciplina nel controllo dei costi e la performance delle vendite in rapido miglioramento mi inducono a prevedere risultati eccellenti nel terzo e quarto trimestre». De Sole non si sbilancia invece sul suo futuro professionale. Il contratto che lo lega alla Gucci scade a marzo 2004, e quello di Tom Ford l’estate prossima, ma il presidente del gruppo si limita a sottolineare come una «soluzione veloce sia dovuta agli azionisti e ai colleghi, sebbene si tratti di una faccenda complessa». Le trattative con Ppr, azionista di controllo di Gucci, vanno avanti e potrebbero concludersi già entro il mese di ottobre. Probabilmente con la conferma sia di Ford che di De Sole.

      C.PER.