Per Gucci ricavi e utili in crescita

15/12/2004

    mercoledì 15 dicembre 2004

      sezione: ECONOMIA ITALIA - pagina 15

      La strategia del presidente Polet: +10% all’anno, nessuna cessione di marchi
      Per Gucci ricavi e utili in crescita

        NICOL DEGLI INNOCENTI

          LONDRA • Raddoppiare le vendite del marchio Gucci, valorizzare sempre più il made in Italy e continuare a puntare sul segmento alto del mercato: una strategia tutta all’insegna della crescita quella delineata ieri a Londra da Robert Polet, presidente e amministratore delegato del gruppo Gucci.

          Nella sua prima conferenza stampa internazionale da quando ha preso le redini del gruppo nell’ottobre scorso, Polet ha voluto chiarire le sue priorità e respingere ogni ipotesi di riposizionamento del marchio o di smembramento del gruppo. «Abbiamo fatto delle scelte fondamentali — ha dichiarato Polet —. Non acquisteremo nuovi marchi e non ne venderemo nessuno nei prossimi tre anni». Il gruppo continuerà quindi a comprendere Gucci e Yves Saint Laurent, i due "motori" principali che rappresentano l’82% del fatturato annuo di 2,59 miliardi di euro, ma anche Bottega Veneta, Boucheron, Alexander McQueen, Balenciaga, Sergio Rossi e Stella McCartney.

          La priorità sarà però valorizzare al massimo il marchio Gucci, ha sottolineato Polet: «La strategia multimarchio funziona, ma in passato ha fatto perdere di vista Gucci, che è il cuore del gruppo e sul quale intendiamo puntare». Gli investimenti in marketing e pubblicità aumenteranno del 20% e 22 nuovi negozi esclusivi verranno aperti nei prossimi tre anni. L’obiettivo è aumentare le vendite del 10% all’anno e tornare a un margine operativo del 70% dall’attuale 68% «per finanziare gli investimenti in creatività e innovazione». Il cuore e l’anima del marchio resteranno italiani, ha aggiunto Polet: «Gucci e made in Italy sono sinonimi e non possono essere separati. Non ci sarà mai un prodotto Gucci made in China». Le collezioni primavera/estate 2005 sono state un successo e gli ordini sono già aumentati del 20% rispetto allo scorso anno, ha detto Polet.

          Il settore lusso — un mercato che quest’anno vale 134 miliardi di euro — è in crescita a livello mondiale, trainato in particolare dalla Cina e dall’Asia, ha detto Polet, e il gruppo Gucci è nella «posizione ideale» per sfruttare questo trend positivo. Gucci ha già otto negozi in Cina (l’ultimo è stato appena aperto a Shanghai) e in generale una forte presenza in Asia.

          Il marchio Yves Saint Laurent che fattura 1,3 miliardi di euro all’anno ha perso smalto e va rivitalizzato, ha aggiunto Polet, senza però azzardare previsioni su quando potrà tornare al break-even. Il gruppo investirà anche su Bottega Veneta, aprendo tra l’altro 20 negozi nei prossimi tre anni, con l’obiettivo di raggiungere un fatturato di 200 milioni di euro dai 73 milioni del 2003.

          Polet ha voluto anche sottolineare la sua assoluta autonomia da Pinault Printemps Redoute, il gruppo francese che controlla il 100% di Gucci. «Gucci resterà del tutto indipendente all’interno di Ppr» ha confermato Serge Weinberg, direttore generale del gruppo francese.