Per gli ordini e i sindacati la bozza Vietti non si tocca

07/05/2004



 
 
 
 
ItaliaOggi Professioni
Numero 109, pag. 31 del 7/5/2004
Autore: di Roberto Miliacca e Simonetta Scarane
 
Per gli ordini e i sindacati la bozza Vietti non si tocca
 
Levata di scudi dopo le dichiarazioni del ministro della Giustizia Castelli.
 
Levata di scudi di ordini e sindacati dei professionisti contro la bocciatura del ministro della giustizia Castelli della riforma Vietti e contro il garante Antitrust, Tesauro, reo di aver definito medievali alcuni meccanismi di accesso agli albi. Da varie parti d’Italia, dove erano in corso convegni su tematiche professionali, i presidenti del Cup e degli architetti, Raffaele Sirica, degli ingegneri, Sergio Polese, dell’Adepp, Maurizio de Tilla, dell’Associazione dottori commercialisti (Adc), Vilma Iaria, del Sindacato nazionale ragionieri commercialisti (Snrc), Ezio Maria Reggiani, e dell’Organismo unitario dell’avvocatura (Oua), Michelina Grillo, hanno fatto quadrato contro il ´tradimento’ del Guardasigilli che ha cestinato in un solo colpo quell’accordo faticosamente raggiunto con tutte le professionali, comprese quelle non regolamentate aderenti al Colap, nella bozza Vietti. E proprio il sottosegretario ieri ha cercato di glissare su possibili polemiche con il ministro, rinviando a domenica, all’assemblea napoletana del Cup e dell’Adepp, commenti sull’uscita di Tesauro e Castelli. ´Non si tratta di tifare per una riforma degli ordini o per una, diversa, delle professioni non regolamentate: si tratta di due settori che vanno riformati contestualmente, ma senza parteggiare per l’uno o l’altro’, dice a ItaliaOggi il sottosegretario alla giustizia. ´Le professioni ordinistiche e quelle non regolamentate giocano in due campionati diversi ed è quindi inutile mischiare il tifo’.

Chi non si spiega il dietrofront di Castelli è il presidente del Cup e del Cnappc, Raffaele Sirica. ´Non so spiegarmi la polemica, perché il ministro Castelli si era impegnato con gli ordini professionali per l’integrazione del testo Vietti con il testo Cavallaro-Federici. Il ministro della giustizia l’aveva detto davanti ai rappresentanti del Cup nella riunione dei giorni scorsi a Roma e crediamo che sia ancora questa la strada’, ha detto ieri Sirica, alla Triennale di Milano per il seminario internazionale ´l’Architettura e il mercato’, organizzato da Cnappc insieme all’ordine di Milano e la consulta degli ordini della Lombardia, presente Vietti. ´Il sottosegretario’, ha continuato Sirica, ´parlando a Milano ha riaffermato i principi contenuti nella sua proposta che sono chiarissimi anche nel dibattito giuridico europeo nella distinzione delle professioni intellettuali che incidono sugli interessi generali dalle altre. Alle prime corrisponde l’organizzazione ordinistica che è sottoposta a regole più forti rispetto a quelle deontologiche delle altre associazioni’.

´Il testo Vietti non può essere abbandonato’, ha dichiarato Sergio Polese, presidente Cni: ´certo, come tutto, è perfettibile, ma è da lì che dobbiamo ripartire dopo che il ministro La Loggia ha detto che si può riprendere. Il testo aveva riscosso il 90% dei consensi degli ordini professionali e delle associazioni. Bisognerà ripartire da lì’. Vilma Iaria, presidente dell’Adc, a Roma per celebrare i 75 anni del sindacato dei dottori commercialisti, attacca senza mezze parole Castelli e Tesauro: ´Abbiamo lavorato giorno e notte per tre mesi consecutivi per la stesura della bozza Vietti, firmata da tutti, ordini, associazioni e ministero. Ora non ci si può dire che quel testo non va bene: è una presa in giro. I dottori commercialisti non meritano di essere sacrificati sul tavolo di Confindustria e Confcommercio per un pugno di voti. Noi vogliamo una legge sulle professioni, il governo non deve utilizzare questa questione come merce di scambio per scopi elettorali’. Il presidente dell’Adepp, de Tilla, ha accusato il parlamento per l’atteggiamento contraddittorio e sempre contrario alle professioni. (riproduzione riservata)