«Per gli affari della Giacomelli affidiamoci allo spirito guida»

04/05/2004


MARTEDÌ 4 MAGGIO 2004

 
 
Pagina 34 – Economia
 
 
L´INCHIESTA
Le telefonate intercettate tra Gabriella Spada e il marito: "Fatti aiutare, se no combini guai"
«Per gli affari della Giacomelli affidiamoci allo spirito guida»
Davanti ai pm le prime ammissioni sui bilanci truccati del gruppo di articoli sportivi
Lorena, la medium new age di Jesi, veniva consultata per tutte le decisioni importanti

DAL NOSTRO INVIATO
LUIGI SPEZIA


      RIMINI – «Mi raccomando Lele, quando fai le domande, falle chiare, perché se no lo spirito guida risponde fischi per fiaschi… Tu dici: la guida ha detto così, ma la guida non si pone mica i problemi di darti la risposta giusta, eh! Gli fai una domanda confusa, ti dà una risposta confusa». Non è una conversazione sull´oracolo di Delfi, ma una telefonata intercettata tra Gabriella Spada e il marito Emanuele (Lele) Giacomelli. Lei ricercata, ma attesa domenica dalla Finanza di ritorno dalle Maldive, lui in carcere a Rimini, dove ieri sono iniziati gli interrogatori ai cinque arrestati per il crac da 500 milioni di euro dell´azienda di distribuzione di articoli sportivi, quasi la fotocopia in formato ridotto del caso Parmalat.
      Davanti al gip Giacomo Gasparini e al pm Luca Bertuzzi sono state fatte le prime ammissioni di responsabilità per quanto riguarda le false fatture alla base del falso in bilancio delle società del gruppo Giacomelli. Gli inquirenti si aspettano molto dagli interrogatori, per risalire a responsabilità di altri e di istituti bancari. Una società, la Giacomelli, che mentre ? secondo l´accusa ? falsificava i bilanci fin dal 1997, si affidava per decisioni di estrema importanza, quando già era quotata in Borsa, alla signora Lorena P., di Jesi, che era stata assunta nel Centro benessere di Rimini denominato «Anandam di Yoko», ambiente di cultura new age aperto da Gabriella, verso il quale oltretutto lei è accusata di aver distratto 200 milioni di lire.
      La qualifica della signora era quella di esperta di tecniche di rilassamento, con esperienza di «medianità, per entrare in contatto con lo spirito superiore, lo spirito guida». E dunque le intercettazioni degli uomini della Tributaria di Bologna guidati dal colonnello Domenico Fornabaio e dal capitano Natalino Nassa hanno sorpreso la signora Gabriella, la mente del gruppo, intenta a litigare con il marito Emanuele circa le domande da porre alla medium. Emanuele dimostra di essere succube della manager che ha scalato il vertice del gruppo estromettendo il suocero, Antonio, anch´egli in cella come i dirigenti Vittorio Fracassi, Stefano Pozzobon, Domenico Libri.
      «Decidi tutto tu, sei tu Dio macchina, sei solo tu quello che sa… stai facendo degli errori, allora almeno sii decente!» urla la bella Gabriella al marito che snocciola una fila di «scusami, perdonami, hai ragione». Quanto alle domande da porre allo spirito guida, Gabriella dà un altro consiglio: «Fatti aiutare dalla Lorena, perché altrimenti fai dei guai, poi pensi che magari con Centrobanca piuttosto che con qualcun altro lei ti abbia consigliato qualcosa, mentre te l´ha consigliata perché hai fatto la domanda sbagliata… perché le guide ti possono aiutare ma ti possono anche rovinare… se fai quelle domande come quando ci sono io, ti rovini con le tue mani!» Emanuele Giacomelli, così redarguito, prova a obbedire. L´8 marzo del 2003, alla vigilia di un incontro con il finanziere Fabio Arpe e Abax Bank, telefona a Lorena e le chiede se «per il bene della società» a Milano è meglio che vada di persona oppure può andare Pozzobon. Risponde la veggente: «Allora (lo spirito guida) dice che Pozzobon può anche andare da solo purché abbia chiaro che cosa deve fare».