Per Epifani sono già pronte due case, Fondazione Trentin e regione Umbria

20/10/2010



Non resterà disoccupato Guglielmo Epifani. Quando lascerà la segreteria della Cgil nelle mani di Susanna Camusso, per l’ormai ex numero uno del sindacato di corso d’Italia è già stata preparata una poltrona al vertice della fondazione intitolata a Bruno Trentin.
Ma Epifani aspetterà, con pazienza, di governare la regione Umbria.
Chi gli è vicino non ha dubbi: durante la trasmissione di Gad Lerner, L’infedele, Epifani ha confessato di aver votato per il Partito democratico, ma senza dimenticare di coltivare ottimi rapporti con tutte le anime della sinistra. Una dichiarazione fatta apposta per sottolineare un legame con la Sel del governatore della regione Puglia Nichi Vendola, e che delinea un futuro politico (non certo da spettatore) per il sindacalista. In caso di elezioni politiche anticipate, nel Pd non vogliono lasciarsi sfuggire l’occasione di candidare Epifani, proprio nella regione a cui è legatissimo, l’Umbria, per origine familiare (di Cannara, in provincia di Perugia, dove ama ritirarsi nei momenti di riposo, anche se lui è nato a Roma). E successivamente, viste anche le inchieste giudiziarie che stanno facendo tremare gli uffici regionali, il salto a amministratore locale: è ancora giovane, classe 1950, e nessuno può pensare di vederlo trascorrere le giornate nei giardinetti di qualche parco. L’Umbria, tra l’altro, è l’oasi riposante che accoglie le vacanze dell’ex presidente della camera Fausto Bertinotti e di Franco Giordano, entrambi rifondatori comunisti, che passano i loro week end nel silenzio di Massa Martana. Storicamente, poi, è la regione più rossa d’Italia, con consensi quasi bulgari per la sinistra: per Epifani, dopo le stagioni governative di Maria Rita Lorenzetti e Catiuscia Marini, l’approdo alla presidenza della regione Umbria sembra essere davvero l’esito più naturale della sua carriera di sindacalista, senza avere il timore di combattere campagne elettorali all’ultimo sangue contro il Pdl di Silvio Berlusconi. Comunque, a guardare cosa hanno fatto i predecessori di Epifani, una volta terminata la loro storia nella Cgil per entrare nel mondo della politica, i risultati non sono incoraggianti: Ottaviano Del Turco, che animava la componente socialista del sindacato di corso d’Italia, da presidente della regione Abruzzo è stato defenestrato a causa delle inchieste della magistratura, Sergio Cofferati come sindaco di Bologna non ha lasciato un buon ricordo tra i cittadini felsinei, e quelli che hanno preferito un anonimo seggio parlamentare non vengono certo ricordati per disegni di legge epocali, capaci di cambiare il mondo, a cominciare da quello del lavoro. Intanto c’è la fondazione Trentin, definita come un luogo di coordinamento dei centri studi e formazione della Cgil: un laboratorio per creare una nuova classe dirigente sindacale. In attesa della mobilitazione generale del 27 novembre, vero trampolino di lancio di un suo ingresso in politica, specie se per quella data sarà chiaro il ricorso alle elezioni anticipate nel mese di marzo del prossimo anno, come ha pronosticato anche Massimo D’Alema.