Per Confcommercio tagli di spese a Natale

03/12/2001

Il Sole 24 ORE.com


    Per Confcommercio tagli di spese a Natale
    R.E.
    ROMA – Le tensioni internazionali che invitano alla sobrietà; l’andamento fiacco dell’economia; la mancanza del bonus fiscale che lo scorso anno consegnò a ciascuno 180,76 euro in più (pari a 350mila lire): sono forse questi i fattori che, secondo uno studio della Confcommercio, quest’anno condizioneranno al ribasso la spesa delle famiglie: il 19% in meno, pari a 206 euro, ma il 28% sulle spese specifiche per gli acquisti di Natale. E più in generale – stima la Confcommercio – slitta di un anno la ripresa economica: il Pil nel 2002 si fermerà con una crescita dell’1,5% per risalire al 2,3% nel 2003. Meno viaggi in aereo, limitati acquisti di abbigliamento in attesa dei saldi stagionali, alla fine – rileva Confcommercio nella sua consueta indagine annuale – vincerà la tradizione che vede al centro del Natale i bambini e la tavola. Così, se il settore dei giocattoli dovrebbe confermarsi vivace per i regali ai piccoli portati da Gesù Bambino, Babbo Natale, Santa Lucia e dalla Befana (secondo le diverse tradizioni locali), la spesa alimentare è orientata ad una maggiore ricerca dei prodotti di qualità. Ma che cosa acquisteranno le famiglie questo Natale? La Confcommercio indica gli acquisti-tipo: il 42% della spesa riguarderà i prodotti alimentari, mentre il 18,3% sarà assorbito da articoli di abbigliamento, calzature e pelletteria. Il restante 40% si ripartirà tra articoli di arredamento, prodotti di profumeria, libri e abbonamenti a riviste, giochi e giocattoli. La nuova austerità, sottolinea la Confcommercio, è dettata non solo dalla maggiore preoccupazione per la politica e l’economia internazionale, ma anche da una ragione più concreta: gli italiani disporranno di meno soldi, 13 miliardi di euro in tutto, il 19% in meno rispetto ai 16 miliardi di euro del Natale 2000. Ma l’effetto combinato dettato dalla prudenza a dal minor reddito, porterà le famiglie italiane a tagliare la spesa per gli acquisti delle Feste da 593 euro contro gli 805 del Natale 2000. «È bene tener presente – ricorda comunque Confcommercio – che il 2000 è stato un anno particolarmente positivo per l’economia, con una crescita del Pil e dei consumi privati che ha sfiorato il 3% in termini reali. A ciò si devono aggiungere i benefici della restituzione fiscale, che hanno rappresentato una sorta di unicum tale da rendere più ricco lo scorso Natale di quasi il 30% rispetto al 1999». Anche se il Natale scorso era atipico, dall’analisi delle spese degli ultimi dieci anni emerge una nuova sobrietà. E darne la misura è l’aumento sulla spesa mensile delle famiglie italiane prodotto dall’effetto Natale nell’ultimo decennio. Quest’anno – dice l’analisi della Confcommercio – sarà del 44,8% e, per trovare un dato inferiore, occorre andare indietro fino al 1995 (37,7%) e poi ancora al 1992 (39,8%).
    Domenica 02 Dicembre 2001
 
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