Per Cit passivo da 600 milioni

05/06/2006
    giov4ed� 1 giugno 2006

    FINANZA & MERCATI – Pagina 33

    Al tribunale pervenute finora 500 istanze – I magistrati di Varese al lavoro

    Per Cit passivo da 600 milioni

      Simone Filippetti

      MILANO – Veleggia verso i 600 milioni di euro lo stato passivo di Cit, il tour operator finito nell’amministrazione straordinaria della legge Marzano. In attesa che inizi la procedura di vendita si delineano i contorni del crack della compagnia turistica che faceva capo a Gianvittorio Gandolfi. Le istanze pervenute fino a ora in seno alla procedura sono circa 500 ma entro la fine dell’iter se ne attendono circa duemila. Le domande depositate presso la cancelleria del Tribunale di Milano hanno avanzato richieste che si stima possano raggiungere i 600 milioni. Un importo significativo considerato che Cit, in base all’ultimo bilancio disponibile (quello del 2004, approvato e poi ritirato dal management), dichiarava un giro d’affari di 188 milioni e perdite per circa 110 milioni: le richieste di insinuazione potrebbero dunque ammontare a oltre tre volte i ricavi.

      Il dato definitivo ci sar� solo a met� luglio, quando si chiuder� ufficialmente lo stato passivo e i numeri potrebbero anche subire qualche cambiamento. Il commissario straordinario Ignazio Abrignani � ormai al lavoro da alcuni mesi e sta valutando se tentare il salvataggio della societ� tutta intera, riportandola in bonis, oppure se procedere alla vendita degli asset. La priorit� del commissario � quella di salvaguardare l’occupazione. In attesa che venga pubblicato il bando di gara atteso a giorni, sarebbero gi� in coda per Cit, secondo indiscrezioni, almeno quattro pretendenti: sul loro nome c’� il pi� stretto riserbo, ma l’identikit circolato � quello di due investitori italiani, tra cui banche e gruppi immobiliari, e due stranieri. Nonostante l’avvitamento, Cit conta un marchio storico e prestigioso, un pacchetto di immobili, composto da villaggi turistici in localit� strategiche, che ha un valore stimato in 350 milioni di euro (tra cui anche la prestigiosa propriet� dell’isola di Sacca Sessola a Venezia). Le intenzioni di Abrignani sono quelle di trovare un compratore unico per garantire l’unitariet� del gruppo (che ha 33 agenzie e nove strutture ricettive in Italia).

      Il valore comprende anche i 250 milioni di euro dei contratti di programma. Nel Frattempo vanno avanti le indagini della Procura di Varese, coordinate dal procuratore capo Maurizio Grigo, aperte lo scorso dicembre. Ieri il commissario ha avuto un incontro con il procuratore per fare il punto della situazione. I magistrati ipotizzano il reato di truffa ai danni dello Stato, in particolare sulle generose erogazioni pubbliche di cui il gruppo avrebbe goduto. Per questo la Guardia di Finanza di Varese ha operato delle perquisizioni nei giorni scorsi. Nel registro degli indagati sono finiti gli ex manager Gianvittorio Gandolfi e Giuseppe Vimercati. L’inchiesta non riguarderebbe al momento i contratti di programma in essere, che sono stati prorogati dalla delibera Cipe dello scorso anno.