Per Billè vanno corrette le stime sullo sviluppo

30/05/2002





Il presidente dei Giovani industriali «vede» il Pil all’1,3%
Artoni: più concreti i segnali della ripresa
Per Billè vanno corrette le stime sullo sviluppo

V.Ch.

MILANO – Tra gli imprenditori si aprono dei primi spiragli di cauto ottimismo sul manifestarsi dei segnali di ripresa dell’economia, anche all’indomani delle rilevazioni del CsC sulla dinamica congiunturale della produzione e delle commesse alle imprese (si veda «Il Sole-24 Ore, del 28 maggio). «Dopo un inizio d’anno più fiacco rispetto a quelle che erano le nostre aspettative, pur limitate, in quest’ultimo mese vediamo una lenta, leggera ripresa», ha affermato ieri il presidente dei Giovani imprenditori di Confindustria, Anna Maria Artoni. «Opero in un settore, quello dei trasporti, significativo per avere il polso della situazione – ha proseguito Artoni – e anche sentendo le opinioni degli altri imprenditori, in Confindustria, a livello di ordinativi si vede la luce. Credo che stimare una crescita del Pil all’1,3% per quest’anno sia realistico». Confcommercio lancia, dal canto suo, l’allarme suLla stagnazione del mercato interno e chiede al Governo iniziative immediate. «È urgente avere in sede di Dpef la correzione sul Pil per il 2002», ha affermato il presidente di Confcommercio, Sergio Billè. «Se non interverranno misure e non saranno studiate, a breve, efficaci terapie – ha proseguito Billè – sarà difficile infatti che nel 2002 il Prodotto interno lordo superi la soglia dell’1,3 per cento». «Le previsioni – ha spiegato Billè – sono fonte di preoccupazione, perchè indicano uno stato di sofferenza sul fronte produttivo e distributivo, dovuto principalmente a un significativo rallentamento della domanda, e questo decremento nella produzione di ricchezza sottrae all’Erario importanti risorse». Il presidente della Confcommercio, inoltre, ribadisce che quest’anno la crescita dei consumi non supererà un modesto 1 per cento. Secondo Billè anche la dinamica dei prezzi (si veda l’articolo a fianco) denota «un’economia stagnante e consumi fermi». Pertanto Billè è tornato a chiedere al Governo misure per incentivare i consumi delle famiglie. Secondo il presidente di Confcommercio di «consolante c’è, comunque, il fatto che l’euro non ha portato quel surriscaldamento dei listini che molti paventavano». Tuttavia, secondo Billè, c’è il pericolo che una dinamica dei prezzi molto bassa «possa essere determinata da una stagnazione del mercato». Da ciò l’urgenza di una «terapia d’urto sui consumi». Infine, Billè ha ribadito che la leva su cui agire oggi per ridare un «reale, congruo, non illusorio» grado di competitività al sistema economico è la realizzazione «al più presto» del programma di riforme deciso dal Governo. «Fermarle, rallentarne i tempi e i modi di realizzazione – ha concluso Billè – lascerebbe l’Italia ai margini del processo di sviluppo economico che, presto o tardi, si verificherà negli altri Paesi della Ue».

Giovedí 30 Maggio 2002