Per bar e ristoranti in arrivo la legge 488

04/03/2003




Martedí 04 Marzo 2003


Per bar e ristoranti in arrivo la legge 488

In dirittura il testo del regolamento ministeriale

VINCENZO CHIERCHIA


MILANO – Il ministero delle Attività produttive si accinge a varare il regolamento attuativo per poter estendere i benefici della legge 488, già attiva da tempo per le imprese industriali, del commercio del turismo, anche a bar e ristoranti. Dopo turismo e commercio anche i pubblici esercizi potranno accedere a finanziamento per la qualificazione dell’offerta, l’implementazione di tecnologie avanzate e lo sviluppo di vere e proprie catene di realtà associate. Sono tre gli assi di intervento al centro del provvedimento che dovrebbe poter dare il via al bando già entro l’estate. Da un lato verranno previste iniziative a sostegno delle produzioni tipiche e di un’offerta che valorizzi le produzioni tradizionali. Nello stesso tempo dovrebbe decollare l’incentivazione di nuove forma di ristorazione e intrattenimento, dopo la conclusione della fase sperimentale che ha visto la definizione di una serie di modelli innovati che verranno presentati a Roma dal 6 al 7 marzo prossimi nel corso di un convegno organizzato dalla Fipe-Confcommercio d’intesa con il ministero delle Attività produttive. In terzo luogo i benefici della legge 488 posso essere utilizzati per lo sviluppo di catene di pubblici esercizi, visto che in Italia la quota dei gruppi organizzati all’interno della ristorazione è ancora irrisoria, mentre negli Usa, ad esempio, si sfiora il 50 per cento. Il decollo della legge 488 rappresenta poi un passo di notevole importanza in quanto il complesso mondo dei pubblici esercizi (si tratta di oltre 230mila locali sparsi in tutto il Paese, tra bar e ristoranti) è alla vigilia di una minirivoluzione. Le Regioni, che in questo momento vedono come capofila la Lombardia e l’Emilia-Romagna, stanno infatti per varare le nuove regole sul settore, che puntano a dare una iniezione di flessibilità per aiutare il settore a stare al passo con la domanda del mercato e a rinnovarsi. La novità più rilevante all’interno dei provvedimenti oggi all’esame di diverse Regioni, è costituita dall’accorpamento delle licenze, che dovrebbe portare alla definizione di una tipologia unica di autorizzazione dei pubblici esercizi. Nello stesso tempo dovrebbero rimanere dei presidi di salvaguardia della professionalità a garanzia (igienico-sanitaria) per i clienti. Non una deregulation totale, dunque, ma una massiccia iniezione di flessibilità con l’accorpamento delle licenze che dovrebbe favorire i nuovi investimenti nel settore e le riconversioni. Su quest’ultimo fronte alcune tipologie evolutive sono state già prefigurate dalla sperimentazione condotta sotto l’egida del ministero delle Attività produttive e che ha riguardato una novantina di pubblici esercizi localizzati in diverse parti d’Italia.