Pensioni, via libera alla «totalizzazione»

20/01/2006
    venerdì 20 gennaio 2006

      Pagina 13 – Economia & Lavoro

      Pensioni, via libera alla «totalizzazione»

        Interessati nei prossimi anni circa 2 milioni di lavoratori. Compresi professionisti e co.co. co.

          Milano
          TUTELE Via libera definitivo al decreto sulla totalizzazione dei periodi contributivi. Con la decisione del Consiglio dei ministri, in sostanza, chi nel corso della propria vita lavorativa ha maturato periodi contributivi presso diversi enti pensionistici senza raggiungere in nessuno di questi i minimi previsti – non avendo così diritto alla pensione – ora li potrà totalizzare, arrivando ad ottenere un’unica rendita.

            In particolare, si prevede che il lavoratore possa totalizzare i diversi periodi di iscrizioni nelle varie gestioni previdenziali a determinate condizioni: con 20 anni di contribuzione complessivi e 65 anni di età oppure con 40 anni di contribuzione complessiva, a prescindere dall’età. I periodi totalizzati, inoltre, devono avere una durata di almeno 6 anni. Anche gli altri periodi, in verità, come ha spiegato il sottosegretario al Welfare, Alberto Brambilla, sono utilizzabili ai fini pensionistici. In questo caso, però, bisogna fare una ricongiunzione onerosa che tuttavia, secondo l’esponente del governo, trattandosi di periodi brevi, presenta un costo limitato e deducibile fiscalmente.

              Per quel che riguarda i sistemi di calcolo, per coloro che hanno raggiunto i minimi nella varie gestioni, vengono mantenuti quelli maturati, mentre per tutti i successivi periodi che vengono totalizzati, e che prima erano assolutamente persi e per i quali non si è mai raggiunto il minimo nella gestione di apparteneza, viene applicato il sistema contributivo. Sistema che, secondo il governo, garantisce prestazioni pari a quelle del metodo retributivo, trattandosi di soggetti che probabilmente totalizzerano dopo i 62 anni di età per l’anzianità e a 65 anni per la vecchiaia. La totalizzazione è permessa anche se con il cumulo dei vari anni di contribuzione non viene raggiunto il minimo contributivo in tutte le gestioni interessate alla totalizzazione. Il pagamento della pensione totalizzata sarà effettuato dall’Inps.

                Alla totalizzazione sono particolarmente interessati coloro che, tra i lavoratori autonomi o i liberi professionisti, hanno periodi di contribuzione come lavoratori dipendenti oppure i soggetti – a cominciare dai co.co.co e dai lavoratori a progetto – che sono iscritti alla cosiddetta «gestione separatà Inps» i cui contributi non possono essere attualmente trasferiti. Il provvedimento riguarda da vicino, inoltre, i lavoratori con più di 55 anni di età che perdono il posto di lavoro. Una loro eventuale ricollocazione lavorativa nel settore dei lavori a progetto – secondo il ministero del Welfare – può trovare adeguata tutela previdenziale. In tutto, nei prossimi anni, circa due milioni di persone.

                  Le risorse previste ammontano a 186 milioni, lo stanziamento per il 2006-2008 è di 160 milioni, mentre altri 26 milioni erano stati previsti già nel 2001 ma non erano stati utilizzati.