Pensioni, vertice tra pochi giorni

23/06/2003


 
 sabato 21 giugno 2003
Pagina 38 – Economia
 
 
IL CASO
Il premier annuncia per la prossima settimana l´incontro decisivo con Maroni e Tremonti

Pensioni, vertice tra pochi giorni
Niente cumulo per chi lascia prima
          Il responsabile del Welfare: io e la Lega diremo sempre no ai disincentivi


          ROMA – Più volte rinviato, il vertice governativo sulle pensioni si terrà nei prossimi giorni. Lo ha confermato ieri a Salonicco il presidente del Consiglio. «La prossima settimana – ha detto Silvio Berlusconi – ci dovremmo incontrare con il ministro del Welfare Maroni per definire la posizione del governo e i provvedimenti che prenderemo in proposito». Quali? Ieri l´altro lo stesso premier aveva escluso l´ipotesi di un decreto per bloccare le pensioni di anzianità per uno o due anni. Ipotesi attribuita (nell´ambito di un pacchetto comprensivo anche di altri interventi), ai tecnici del ministero dell´Economia. Ieri Berlusconi si è limitato ad aggiungere che è ancora presto per indicare soluzioni: «Non abbiamo ancora messo sul tavolo il problema delle pensioni di anzianità», ha risposto ai giornalisti. Ma una prima idea comincia a fare breccia, anche perché non vi si opporrebbero i sindacati: ripristinare il divieto di cumulo tra reddito da lavoro e pensione per chi lascia prima di una certa età anagrafica (forse 60) e di una certa età contributiva (forse 39). Ci si sta rendendo conto, infatti, che la possibilità del cumulo introdotta dal governo per chi va in pensione con i requisiti dell´anzianità neutralizza del tutto l´incentivo a restare al lavoro.
          Il vertice con Tremonti e Berlusconi era stato chiesto dal ministro del Welfare Roberto Maroni di fronte alla ridda di dichiarazioni di ministri, di esponenti della maggioranza e dello stesso premier sul modo in cui riformare le pensioni. Non era andato giù in particolare al responsabile leghista il ripetuto pronunciamento di Fini e di Berlusconi a favore dei disincentivi per chi vuole lasciare il lavoro prima dell´età di vecchiaia. Secondo Maroni, per elevare l´età di pensionamento, sono sufficienti gli incentivi a restare al lavoro contenuti già nella delega in discussione in Parlamento.
          Anche ieri Maroni ha confermato questa sua posizione, escludendo in particolare l´ipotesi di un eventuale scambio politico tra devolution e disincentivi alle pensioni di anzianità. «Non c´è, né può esserci, alcuno scambio. La devolution è contenuta nel patto elettorale e la sua realizzazione impegna tutti i partiti della coalizione, senza possibilità di scambiare alcunché. Sono da sempre contrario (e come me la pensano Umberto Bossi e tutta la Lega) a interventi sulle pensioni di anzianità, che non siano gli incentivi attualmente previsti. Manterrò questa posizione anche in futuro, convinto che un sistema previdenziale non possa dimenticare che la sua sostenibilità finanziaria si regge in primo luogo sulla sua sostenibilità sociale».