“Pensioni” Una su due vale meno di cinquecento euro

05/09/2006
    marted� 5 settembre 2006

    Pagina 3 – Economia/Oggi

    Una pensione su due vale meno di cinquecento euro

      Uno studio della Cgia di Mestre sottolinea le sperequazioni all’interno del sistema previdenziale

      Milano
      IMPORTI BASSI In Italia una pensione su due – tra quelle attualmente erogate – non supera la soglia dei 500 euro al mese. Quasi 14 milioni e mezzo di assegni che, per il 48,9 per cento del totale (pari a 7.068.355 pensioni), non superano appunto la soglia dei 500 euro, meno del famoso milione al mese promesso nel 2001 da Barlusconi.

      Numeri preoccupanti ai quali se ne aggiungono anche altri. Delle citate 7 milioni e 68mila pensioni, quasi un milione e 800mila (pari al 12,4 per cento del totale) non �sforano� addirittura la soglia dei 250 euro al mese. � quanto emerge da uno studio della Cgia di Mestre.

      �Se da un lato la spesa previdenziale continua ad aumentare, dall’altro gli importi corrisposti sono relativamente modesti e, come si diceva, per oltre la met� non viene superata di fatto la soglia di povert�. Cifre che comunque finiscono col non sorprendere se soltanto si pena che l’importo medio mensile che viene erogato dall’Inps ai pensionati italiani � di 654,86 euro.

      Una situazione che diventa addirittura stridente se la si compara con chi si trova dall’altra parte della barricata, ovvero il gruppo di coloro che non si possono proprio lamentare.

      Stiamo parlando dei 55mila e 648 titolari delle cosiddette pensioni “d’oro”, cio� di coloro che prendono pi� di 3mila euro al mese e che �costituiscono una percentuale che comunque non arriva allo 0,39 per cento del totale delle pensioni erogate�, rileva la Cgia.

      Ed ancora, dall’Associazione di Mestre ricordano che oltre ai circa 14 milioni e mezzo di pensioni Inps, gli italiani percepiscono altri 8 milioni di vitalizi elargiti da altri istituti come il ministero del Tesoro, l’Inail, il ministero della Difesa, etc.

      Da ultimo – si sottolinea ancora nello studio – non bisogna dimenticare che la spesa pensionistica in Italia incide per quasi i 2/3 sulla spesa sociale complessiva. Importo nettamente superiore a quello medio europeo che si stabilizza attorno al 48,5 per cento.

      Lo stesso studio della Cgia ha comunque spiegato come le modalit� di conteggio tra paese e paese siano diverse, ma resta il fatto che rispetto alla Francia (44,1 per cento) e alla Germania (42,2 per cento) �la nostra spesa sociale � troppo squilibrata, e questo a favore della previdenza che ha dato il bicchiere d’acqua a tutti ma non ha tolto la sete a chi veramente ne ha bisogno�.

      Infine, il segretario della Cgia di Mestre ha rivolto un invito alle istituzioni: �� auspicabile – ha dichiarato Bortolussi – che il governo, anzich� tagliare sugli importi delle pensioni viste le magre somme elargite, intevenga con misure strutturali sulla riduzione della spesa pubblica improduttiva�.