“Pensioni, un milione in piazza”

02/12/2003


MARTEDÌ 2 DICEMBRE 2003

 
 
Pagina 29 – Economia
 
 

"Pensioni, un milione in piazza"

Sindacati: no agli ultimatum. Niente regali nelle tredicesime
          Cgil, Cisl e Uil preparano la manifestazione di sabato a Roma contro la riforma e contro la Finanziaria

          Pezzotta ironico: Maroni dica a chi inviare la proposta
          RICCARDO DE GENNARO


          ROMA – Cgil, Cisl e Uil vanno alla manifestazione nazionale di sabato prossimo a Roma, che fa seguito allo sciopero generale del 24 ottobre, con l´obiettivo di fare ritirare la riforma previdenziale al governo: «Se non viene rimossa, non c´è tavolo». Porteranno in piazza San Giovanni oltre un milione di lavoratori e pensionati («la più grande manifestazione unitaria mai fatta», sottolineano le tre confederazioni), che sfileranno in tre cortei. Anche per fare sapere al ministro del Welfare, Roberto Maroni, che «noi non accettiamo alcun ultimatum» e alla commissione Lavoro del Senato che un emendamento finalizzato a rendere più graduale l´innalzamento dell´età pensionabile non troverà il consenso dei sindacati: «Non vogliamo spalmare niente», ha dichiarato il leader della Cgil, Guglielmo Epifani, il quale dice di Maroni: «Ieri il suo sembrava un ultimatum, oggi è un penultimatum. Insomma, Maroni fa e disfa tutto lui, oramai parla da solo: si fa le domande e si dà anche le risposte».
          È il segretario generale della Cisl, Savino Pezzotta, a rispondere invece – con ironia – a coloro che continuano a chiedere una «controproposta» ai sindacati: «La cosa che mi stupisce è che quasi quasi tocca a noi convocare il governo. Se Maroni ci vuole vedere per un confronto faccia una letterina e ci convochi. Quanto alla nostra controproposta, io non so neppure a chi mandarla. Anzi, colgo l´occasione per chiedere: Maroni ci può dire dove la dobbiamo inviare?». Maroni – che ora non difende più la scadenza del 31 dicembre per il varo della riforma – gli risponde da Bruxelles: ci sarà una nuova convocazione solo «in caso di novità sostanziale e rilevante: in assenza di una proposta alternativa, che ancora non viene, non vedo assolutamente il motivo di riconvocare il sindacato per dire le stesse cose che abbiamo detto due mesi fa».
          La controproposta, comunque, non è ancora pronta, se non per sommi capi. «Non siamo obbligati a fare alcuna controproposta – dice il segretario Uil, Luigi Angeletti – non condividiamo questa sceneggiata. Noi abbiamo soltanto il dovere di dire qual è la nostra opinione in tema di riforma del sistema sociale». Epifani sottolinea che, in ogni caso, sarà «qualcosa di diverso, di più alto e strategico su tutto il Welfare». Pezzotta, poi, fa notare al governo, e in particolare al ministro Tremonti, che «dopo quello che è successo all´Ecofin con il Patto di stabilità, dire che la riforma delle pensioni la vuole l´Europa è molto dura». Ribattono al Tesoro: «È vero esattamente il contrario. Germania, Francia e la maggioranza dei Paesi europei hanno motivato la loro posizione sulle "raccomandazioni" della commissione relative ai deficit annuali di Francia e Germania proprio in ragione delle intense riforme strutturali del Welfare nei rispettivi Paesi».
          I sindacati sono intanto tempestati dalle telefonate di pensionati che non hanno trovato nella tredicesima la «buona sorpresa» annunciata dal ministro Tremonti: una sorpresa pari in media – come ha spiegato l´Istat – a 70 euro, ma a titolo di conguaglio rispetto a somme dovute e non percepite durante i precedenti undici mesi. «Tocca ora al ministro Tremonti spiegare alle pensionate e ai pensionati – dice Betty Leone, responsabile dello Spi-Cgil – perché molti di loro non hanno avuto nessuna "sorpresa" nella tredicesima, in pagamento in questi giorni».