Pensioni, un asse Tremonti-Maroni

22/07/2003

ItaliaOggi (Primo Piano)
Numero
172, pag. 3 del 22/7/2003
di Teresa Pittelli


Raggiunta l’intesa. I due ministri s’incontreranno giovedì per definire meglio il piano d’interventi.

Pensioni, un asse Tremonti-Maroni

Nella delega i tagli agli assegni d’invalidità e ad alcuni privilegi

Asse Tremonti-Maroni per modificare la delega sulla previdenza inserendo i tagli agli assegni di invalidità e ad altre situazioni di privilegio. I due ministri si incontreranno giovedì per definire meglio gli interventi che saranno previsti dalla delega e non in Finanziaria. Questa l’intesa che il titolare del welfare, Roberto Maroni, ieri ha annunciato di aver raggiunto con il collega dell’economia, Giulio Tremonti, dopo i contrasti degli scorsi giorni, in seguito alla necessità di realizzare interventi strutturali sulla previdenza sollecitata da via XX Settembre.

Una linea che urta contro quella del ministro leghista, che insiste invece per proseguire sulla strada degli incentivi a restare al lavoro, contenuti nella delega all’esame del senato, da integrare con l’aggiunta di un taglio ´alle situazioni di privilegio’, tra le quali sicuramente le pensioni di invalidità.

E su questi contenuti, nonché sullo strumento della delega, si appunterebbe l’intesa ritrovata nella Casa delle libertà.

´Ci incontreremo giovedì prossimo per definire una azione comune del governo, avendo come perimetro d’azione quanto scritto nel Dpef, e cioè la delega come punto di riferimento per gli interventi di riforma del sistema previdenziale’, ha spiegato Maroni, sottolineando che ´la delega va arricchita e migliorata, e su questo siamo tutti d’accordo’.

Maroni è intervenuto sulla questione a margine della conferenza europea di Milano sulla discriminazione nei luoghi di lavoro, durante la quale ha ricordato che ´l’Italia è uno dei quattro paesi che hanno adottato le direttive Ue contro contro la discriminazione, che si indirizza ad esempio contro gli immigrati o i disabili’.

- Confronto in salita sul welfare. Maroni ha inoltre annunciato la convocazione delle parti sociali e delle regioni in settimana, per discutere il pacchetto di interventi che include, oltre alla previdenza, anche il sostegno ai bassi redditi, alla famiglia e alla natalità per quanto riguarda l’assistenza. Ma il confronto non si annuncia facile. Secondo Guglielmo Epifani, numero uno della Cgil, ´questi tavoli di confronto non hanno senso, e servono solo al governo per prendere tempo e passare il semestre europeo senza conflittualità’.

Più cauti gli altri sindacati, che però chiedono di conoscere meglio i contenuti del confronto e ricordano di essere in attesa di una risposta del governo sulle controproposte di Cgil, Cisl e Uil, cioè l’eliminazione della decontribuzione sui neoassunti prevista dalla delega, e la sostituzione dell’obbligatorietà del passaggio del tfr ai fondi pensione con la libertà di scelta del lavoratore.

- Rush finale del parlamento sul decreto Biagi. Le commissioni lavoro di camera e senato si riuniranno questa settimana, a partire da oggi, per consegnare entro la settimana prossima il parere sul decreto legislativo di attuazione della legge 30, la delega di riforma del mercato del lavoro ribattezzata dal governo ´legge Biagi’.

Al centro del dibattito parlamentare, la definizione di nuove tipologie contrattuali, come l’apprendistato e il contratto a progetto in sostituzione delle collaborazioni coordinate e continuative. Come è emerso anche dalle audizioni delle parti sociali, terminate la scorsa settimana, la trasformazione delle collaborazioni in contratti a progetto o in lavoro subordinato non convince.

E non solo i sindacati, che denunciano la mancanza di tutele del lavoratore a progetto, ma anche le imprese, che temono abusi nell’applicazione della sanzione (e cioè l’assunzione a tempo indeterminato del lavoratore) all’imprenditore che impiega irregolarmente a progetto. Anche le pmi, inoltre, sono scese in campo per segnalare alcune lacune e contraddizioni del nuovo apprendistato.

Prima di tutto, la perdita degli incentivi all’assunzione con questo tipo di contratto previsti dall’attuale normativa. ´Stiamo formulando un parere che chiede al governo di definire meglio questi istituti’, spiega il relatore al dlgs in commissione lavoro del senato, Oreste Tofani, ´tenendo anche conto dei rilievi espressi dalle parti sociali’.