Pensioni, torna il rischio scontro

17/09/2004


           
           
           
           
          Numero 223, pag. 2
          del 17/9/2004
          I sindacati hanno chiesto di essere convocati.
          Pensioni, torna il rischio scontro
          di Teresa Pittelli
           
          Bonus pensioni anche per i dipendenti pubblici, possibilità di revocare la decisione e blocco ´concordato’ per le imprese in crisi. Cgil, Cisl e Uil chiedono al governo di inserire queste modifiche nel decreto sugli incentivi a rimandare la pensione e di essere convocati prima dell’emanazione del decreto, o sarà scontro. Il ministro del welfare, Roberto Maroni, però, ha annunciato nei giorni scorsi che la firma del testo del decreto, ormai praticamente pronto, dovrebbe arrivare a giorni, probabilmente entro la prossima settimana. Sembrerebbe ormai escluso, quindi, un coinvolgimento del sindacato. Da qui, le dure reazioni delle confederazioni, già in attesa di una convocazione dal governo sulla Finanziaria e sul rinnovo dei contratti pubblici. E che ora, con il mancato dialogo sull’attuazione della delega pensionistica, hanno una ´questione’ in più da discutere urgentemente con il governo, prima di pensare a mettere in cantiere un nuovo sciopero. ´Noi abbiamo espresso un giudizio negativo sulla delega pensionistica, soprattutto sull’innalzamento dell’età, ma sugli incentivi a rimanere al lavoro non abbiamo espresso giudizi negativi’, ha detto ieri il segretario generale della Cisl, Savino Pezzotta, aggiungendo però che ´sarebbe opportuno un confronto con il governo su come la delega viene attuata e declinata’. È d’accordo con Pezzotta Adriano Musi, segretario generale aggiunto della Uil. ´Il ministro aveva promesso, in sede di approvazione della delega con la fiducia in parlamento, che la fase di attuazione della riforma sarebbe stata concertata con noi’, ha sottolineato Musi, ´e invece dobbiamo leggere sui giornali che è in arrivo un decreto’. Secondo il numero due della Uil, inoltre, non è solo un problema di metodo, ma anche di merito, ´perché nonostante il generale consenso a questi incentivi, restano alcuni nodi da discutere: la revoca dell’opzione, che chiediamo sia inserita nel decreto, e un provvedimento per le aziende in crisi che permetta di valutare caso a caso le esigenze delle imprese e dei lavoratori’. ´Sarebbe grave che il governo emanasse un decreto senza consultazione preventiva, perché ci sono tre aspetti che non ci convincono’, ha chiarito Pierpaolo Baretta, segretario confederale della Cisl. E cioè ´l’estensione degli incentivi al pubblico impiego, possibilità per i lavoratori di cambiare o ritornare almeno una volta sulla scelta dell’incentivo, utilizzo del bonus nelle imprese in crisi con regole ben precise e concordate con i sindacati’. (riproduzione riservata)