“Pensioni” Tfr: Esecutivo e parti sociali raggiungono l’intesa

20/10/2006
    venerd� 20 ottobre 2006

    Pagina 3- Economia

      ESECUTIVO E PARTI SOCIALI RAGGIUNGONO L’INTESA

      Tfr all’Inps solo per le aziende
      oltre i cinquanta dipendenti

        Soddisfatti i sindacati
        Confindustria cauta sospende il giudizio

          Padoa-Schioppa
          �Risolviamo
          un problema
          molto importante
          per il futuro dei giovani
          che si affacciano
          al mondo del lavoro�

          Paolo Baroni

          ROMA
          Sulla ruota del Tfr alla fine esce il 50. Sotto questa soglia tutte le imprese saranno esentate dal prelievo forzoso dei fondi destinati alle liquidazioni, sopra l’intero gettito che i lavoratori decideranno di lasciare alle imprese finir� all’Inps. Dopo giorni di polemiche, che hanno visto le parti sociali contrapporsi al governo e Confindustria criticare le confederazioni sindacali, ieri a palazzo Chigi � stata trovata un’intesa. Che tiene assieme un po’ tutte le esigenze: da quelle del governo, che punta sempre ad incassare 5-6 miliardi di euro, a quelle dei sindacati, che su Tfr volevano dire la loro, a quelle delle imprese, in particolare le pi� piccole.

          Convocati un po’ a sorpresa per le 17, i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil ed i vertici di Confindustria hanno potuto illustrare al governo tutti i loro dubbi sulle misure inserite all’ultimo minuto in Finanziaria. Ad ascoltarli c’erano i ministri dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa e del Lavoro Cesare Damiano, il sottosegretario alla Presidenza Enrico Letta e quello all’Economia Nicola Sartor. E in nemmeno un’ora di confronto l’intesa � stata raggiunta. �E’ un accordo storico – ha commentato Padoa-Schioppa – che chiude un problema aperto da 10 anni, molto importante per la futura pensione dei giovani�. Per il presidente del Consiglio Romano Prodi l’intesa �segna un’altra tappa nel percorso della concertazione e del dialogo verso una Finanziaria al passo con le esigenze e le richieste di un Paese che deve ripartire�. Accordo �positivo� commenta a sua volta Damiano: �si va nella direzione che avevo auspicato�.

          Il punto principale dell’intesa riguarda il decollo anticipato della previdenza integrativa, che partir� gi� dal 2007 anzich� dal 2008 come previsto dalla legge Maroni. L’anticipo all’anno prossimo riguarder� ovviamente anche le compensazioni gi� previste dalla vecchia legge. Quanto al prelievo sul Tfr, le parti hanno deciso che di esentare le imprese sotto i 50 dipendenti. Per tutte le altre (23 mila su un totale di 4,1 milioni) � invece previsto che finisca all’Inps il 100% delle risorse non affluite ai fondi. Oltre a ci� il governo ha preso una serie di impegni precisi: innanzitutto la norma sul prelievo forzoso verr� riesaminata nel 2008, quindi si cercher� di rivedere il trattamento fiscale dei fondi (oggi il prelievo � fissato all’11%) cercando di allinearlo a quello degli altri paesi europei (i sindacati ieri hanno rilanciato l’ipotesi di �aliquota zero�) ed infine l’esecutivo cercher� di �riprendere e concludere� la discussione aperta con le banche per costituire �un limitato fondo di garanzia� a favore delle imprese che hanno difficolt� nell’accesso al credito.

          I sindacati, al termine dell’incontro, si sono detti soddisfatti. �E’ un accordo che trova la convergenza di tutti – spiega il segretario della Cgil Guglielmo Epifani -. Per noi � importante che parta da gennaio il nuovo meccanismo attraverso cui il lavoratore pu� liberamente scegliere dove deve andare il Tfr�. Come ha spiegato Luigi Angeletti (Uil), �i lavoratori avranno la possibilit� di fare due scelte: lasciare in azienda il Tfr o finalizzarlo ai fondi. Chi non far� alcuna scelta destiner� il Tfr ai fondi�. Contento anche il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, perch� �dopo 15 giorni di contrasto siamo riusciti a far cambiare opinione al governo che ci aveva scavalcati�.

          Da Confindustria, invece, giudizio ancora sospeso. Spiega il direttore generale Maurizio Beretta, che ieri a palazzo Chigi affiancava il presidente Luca Cordero di Montezemolo: �Il clima dell’incontro, dopo tante polemiche, mi � sembrato attento alle ragioni delle parti�. Ma per viale dell’Astronomia ci sono tre �punti irrinuciabili�: non scendere sotto la soglia dei 50 dipendenti, transitoriet� del prelievo forzoso del Tfr, contestualit� delle compensazioni economiche, sia per le risorse destinate ai fondi integrativi come per quelle dirottate sull’Inps. Per ora, ha tenuto a precisare Beretta, �non c’� nulla di firmato�. Confindustria insomma aspetta, vuole vedere come il ministro dell’Economia tradurr� nel verbale della riunione quei principi generali su cui ieri si � trovata un’intesa di massima. Dai commercianti, ricevuti in serata a palazzo Chigi assieme agli artigiani, invece pareri discordi. �Ok all’accordo sul Tfr – dichiara il presidente di Confesercenti Marco Venturi – Ma sul resto delle questioni per noi la partita � ancora aperta�. Pollice verso da Confcommercio che in una nota parla di �intesa squilibrata�.