“Pensioni” Tfr, apertura di Confindustria a «quota 50»

19/10/2006
    gioved� 19 ottobre 2006

    Pagina 4 – Economia

    la previdenza

      Tfr, apertura di Confindustria a "quota 50"

      Sotto quel numero di dipendenti non ci sar� trasferimento all�Inps

        Bersani: ci sar� una
        rispalmatura sulle
        aziende pi� grandi

          Sul tetto d�accordo
          anche l�esecutivo
          della Margherita

            ROMA – Prime conferme della Confindustria all�ipotesi di escludere le aziende con meno di 50 dipendenti dal prelievo della met� del Tfr cosiddetto inoptato, cio� non destinato dai lavoratori ai fondi pensione integrativi. � stato il direttore generale di Viale dell�Astronomia, Maurizio Beretta, a far capire ieri che quella soglia � condivisa dagli industriali. �Noi – ha detto il braccio destro di Montezemolo – siamo contrari a fissare una soglia intorno ai 30-40 dipendenti perch� sarebbe un ulteriore vincolo alla crescita per le piccole imprese che sono gi� in difficolt�. Poi ha aggiunto: �Non a caso ricordo che in Italia sono considerate piccole le imprese sotto i 15 dipendenti, in Europa quelle sotto i 50�.

            Nei ragionamenti degli industriali la questione della soglia viene vista sotto due diversi profili: da una parte la platea degli esclusi che non dovrebbe essere limitata alle piccolissime imprese con poche unit� di dipendenti (come propongono gli artigiani); dall�altra le aziende, medio e grandi, che dirottando all�Inps tutto (e non solo il 50 per cento) del Tfr inoptato, compenserebbero il mancato apporto delle imprese minori. Dunque per mettere in moto una sorta di meccanismo solidaristico tra imprenditori � necessario alzare la soglia degli esclusi. Starebbe proprio qui il motivo per cui la Confindustria ha accolto con freddezza l�ipotesi (alternativa al sistema delle soglie) di introdurre una franchigia che esenterebbe dal versamento del Tfr relativo ad un certo numero di lavoratori. Sistema che, per coinvolgere le maggiore parte delle aziende, finirebbe per operare come una soglia molto bassa.

            A sposare l�ipotesi "quota 50" � stata ieri la Margherita. Il partito del vicepremier Francesco Rutelli ha riunito l�esecutivo e al termine il coordinatore Antonello Soro ha detto che �le aziende sotto i 50 dipendenti non debbono essere toccate dal prelievo�. E il Tfr sar� uno dei pochi argomenti sui quali potranno essere presentati emendamenti alla Camera se – come � probabile – dovesse prevalere la linea di porre la fiducia sulla Finanziaria.

            Il ministro dello Sviluppo Economico, Pierluigi Bersani (che aveva ipotizzato una soglia di esclusione tra i 30 e i 40 addetti), ha confermato la direzione di marcia del governo nella trattativa con gli industriali: �Esenzione del provvedimento sul Tfr per le piccole e medie imprese e una rispalmatura sul resto delle aziende. Perch� – ha sottolineato – questa manovra deve avere la quadra dal punto di vista delle risorse�. Il che vuol dire che al di l� dei meccanismi che verranno individuati con i rappresentanti delle imprese, i sei miliardi previsti dalla Finanziaria attraverso il prelievo del Tfr non possono essere compromessi. �Noi – ha concluso – siamo disposti a discutere per trovare un punto di convergenza�.

            E mentre gli industriali hanno avviato sottotraccia il confronto con il governo, dai sindacati (a parte la Cgil) continuano ad arrivare le critiche. �Il provvedimento del governo – ha detto il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti – cos� com�� non va e deve essere rivisto. Qualsiasi destinazione del Tfr deve essere decisa dal lavoratore�.

            (r.ma.)