Pensioni, superbonus al via

07/10/2004


           
           
           
           
          Numero 240, pag. 5
          del 7/10/2004
          Autore: di Teresa Pittelli
           
          Pensioni, superbonus al via
           
          Bilancio della prima giornata di operatività dell’incentivo per restare al lavoro.
          Oltre 1.500 le domande pervenute ieri all’Inps
           
          Via alle domande per rimandare l’anzianità e ottenere il bonus pensionistico. Ieri, nella prima giornata di operatività dell’incentivo a restare al lavoro, sono state oltre 1.500 le domande arrivate all’Inps. Un bilancio provvisorio che annuncia, se non già il successo della misura, sicuramente un grande interesse tra i lavoratori coinvolti, considerato che si riferisce al 4 ottobre, e cioè due giorni prima rispetto all’entrata in vigore del decreto sull’incentivo. Il provvedimento è entrato in vigore ieri insieme alla delega pensionistica, ed è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 6 ottobre, n. 235. L’Inps, intanto, sta inviando la lettera di presentazione dell’opzione a circa 35 mila pensionati, ma gli aventi diritto, nel complesso, sono circa 100 mila. Sicuro della bontà del provvedimento è il ministro del welfare, Roberto Maroni. La misura offre ai lavoratori che abbiano raggiunto i requisiti di anzianità la possibilità di continuare a lavorare rinunciando all’accredito contributivo, e ricevendo in busta paga l’equivalente, cioè il 32,7% della retribuzione.

          - Come ottenere il bonus. Secondo una circolare diffusa qualche giorno fa da via Flavia e ora scaricabile dal sito del ministero così come il modulo per fare domanda, esclusi dal beneficio sono tutti i lavoratori pubblici. In realtà il ministro ha ventilato l’ipotesi che in un secondo momento questa limitazione possa essere rimossa, ´ma solo quando saranno eliminati i privilegi che li differenziano dai lavoratori privati’. Maroni ha puntualizzato che ´proprio a causa di queste anomalie ci saranno disparità all’interno delle aziende, come le municipalizzate quotate in borsa o alcune università, perché il superbonus si applicherà soltanto a quei dipendenti che a suo tempo hanno optato per passare dall’Inpdap all’Inps’. Alcuni casi dubbi, come i giornalisti iscritti all’Inpgi, saranno lasciati alla valutazione degli enti interessati. Per quanto riguarda, invece, l’altro nodo che era rimasto in sospeso con l’emanazione del decreto, e cioè i dipendenti di aziende in crisi, in primis Alitalia, il governo ha dato la propria disponibilità a escluderli dal bonus per il periodo di ammissione al trattamento di cigs.

          - A chi conviene. Maroni ieri ha replicato a quanti, tra sindacati, industriali ed esperti, continuano a ripetere che il bonus non conviene, perché la maggiorazione retributiva di pochi anni si sconterebbe con una decurtazione della pensione per tutta la vita. ´Di fatto per chi ricorre al superbonus l’aumento netto supera il 50% dello stipendio’, ha sostenuto il ministro, precisando che ´ricorrervi è una libera scelta del lavoratore, ma se questi cambia idea e vuole andare in pensione, potrà farlo anche dopo un solo mese’. I sindacati, Cgil in testa, però, precisano che la convenienza del bonus è soggettiva. Effettivamente l’aumento in busta paga, e quindi la convenienza a preferire l’incentivo alla maturazione di una pensione più congrua, è maggiore per i redditi medio-alti. E supera il 50% solo per chi guadagna dai 2.500 euro in su. ´Il bonus non è un regalo’, ha sottolineato Morena Piccinini, segretario confederale della Cgil, ´ma questo la propaganda non lo dice’.

          - L’obiettivo del governo. L’obiettivo è duplice: ´Garantire il risparmio per la spesa previdenziale ed elevare la media dell’età di pensionamento’, ha spiegato Maroni. In termini numerici, Maroni ha spiegato che su 100 mila lavoratori che stanno per raggiungere l’anzianità di solito un terzo decide di restare al lavoro. E che l’obiettivo del governo è di aggiungere a questo 30% un 15-20%. Oggi stesso inizierà un monitoraggio del ministero per verificare l’appeal dell’incentivo e le probabilità di raggiungere questi risultati.

          - In forse il bonus per il secondo figlio. Maroni è alla ricerca delle risorse chieste da Siniscalco per dare il via libera alla seconda tranche di assegni per i secondi nati ed estendere il beneficio anche ai primogeniti. ´Entro il prossimo mese speriamo di reperire i 550 milioni di euro da inserire in Finanziaria per proseguire con l’assegnazione del bonus per il secondo figlio’, ha spiegato. (riproduzione riservata)