“Pensioni” «Subito la riforma della previdenza»

16/01/2007
    martedì 16 gennaio 2007

    Pagina 3 – Politica

    «Subito la riforma della previdenza»

      Fassino: a Caserta i giornali hanno visto un altro film. Bertinotti: pensioni, inammissibile penalizzare gli operai

        di Wanda Marra/ Roma

        «LA FASE 2 da Caserta è uscita», i giornali «hanno visto un altro film», ma «non hanno vinto i radicali sui riformisti», perché «se si dimostra che questi sono inconciliabili cambia lo scenario politico e non è un mistero che questo disegno è vagheggiato da qualcuno». E ancora: «Si deve aprire subito un tavolo sulle riforme». È un Piero Fassino determinato quello che rivendica a Porta a Porta i risultati conseguiti dal vertice di Caserta. E che soprattutto ci tiene a ribadire come il governo vada nella direzione da lui già indicata in passato. «I contenuti della fase due a Caserta ci sono stati», spiega in apertura. Anche se, puntualizza, fase due è «un’espressione che non ho coniato io, ma i giornalisti». Perché, dichiara il Segretario della Quercia, «quando siamo andati a Caserta, secondo alcuni, erano già scritti titolo, film e sceneggiatura, qualsiasi decisione avessimo preso». Fassino difende l’agenda 2007 uscita dal summit campano: «Ci siamo impegnati a fare una serie di riforme nei prossimi mesi. E io ritengo che quelle riforme definite a Caserta si faranno», perché «noi vogliamo mettere in campo le riforme necessarie al Paese». Nota il segretario della Quercia: «Una parte dei commentatori ha esaltato lo scontro radicali-riformisti, perché se si dimostra che sono inconciliabili, cambia lo scenario politico e non è un mistero che questo scontro sia vagheggiato da molti non solo nel mondo politico». E definisce «una rappresentazione sbagliata e caricaturale» quella della «dialettica tra radicali e riformisti come se ci sia chi è sensibile all’equità sociale e chi vuole fare le riforme solo per mettere a posto i conti. Io sono un uomo di sinistra e sono attentissimo all’equità, però mi pongo il problema che per avere più equità servono le riforme». Insomma,questa è la vera distinzione:«L’ala radicale pensa che si possa realizzare l’equità anche senza le riforme, ma io penso sia una velleità».

        Entrando nel merito delle questioni, Fassino sottolinea che non c’è stato nessuno stop a Caserta sulle liberalizzazioni e che «nel prossimo Consiglio dei Ministri, o in quello dopo, il pacchetto delle liberalizzazioni verrà approvato». Non c’è stata neanche alcuna lite con Rutelli, precisa poi: «Sarebbe surreale litigare su chi deve fare le liberalizzazioni». Non parla di cabina di regia Fssino, ma afferma che su questo tema ci sono «tre titolari: il presidente del Consiglio, il ministro dello Sviluppo economico Bersani e i ministeri interessati di volta in volta ai vari provvedimenti». Il leader dei Ds affronta anche la questione pensioni: «Il problema delle pensioni va affrontato fin da subito, lo ha detto Prodi, lo ha detto Damiano e lo faremo da subito». Dunque, «dobbiamo aprire un tavolo di confronto subito tra governo e parti sociali», che riguardi sia la riforma previdenziale sia quella degli ammortizzatori sociali». E torna ad affermare che non ci sarà nessun taglio alle pensioni, e a spiegare: «No a uno scalone ma sì a una serie di scalini» perché «serve una gradualità maggiore». Su questa questione, intanto, anche il Presidente della Camera Bertinotti ci tiene ad avvertire: «Le pensioni come ogni altra cosa, devono essere guardate dal punto di vista della valorizzazione del contributo dei lavoratori e delle lavoratrici. In ogni caso una penalizzazione degli operai, quelli a cui si è riferito il presidente della Repubblica, sarebbe inammissibile».

        Parla anche di unioni civili il leader dei Ds. «Penso che sia importante avere rapidamente una buona legge sulle unioni di fatto. Se è entro il 31 gennaio, meglio. Ma se è due settimane dopo non cambia. L’importante è che si faccia in tempi rapidi». Fassino sottolinea quindi che la legge a cui pensa il centrosinistra si rivolge «a qualsiasi tipo di coppia caratterizzata da una convivenza, quindi sia eterosessuale che omosessuale». Detto questo, «nessuno sta lavorando per l’equiparazione al matrimonio, come alla possibilità di adozione per gli omosessuali, non per questo non si possono riconoscere dei diritti di cittadinanza».

        Infine, la politica estera. E in particolare, la questione dell’eventuale ampliamento della base di Vicenza. «Per offrire «un elemento di valutazione in più» al governo sarebbe il caso di organizzare nel giro di «qualche settimana, al massimo qualche mese» un referendum tra i cittadini di Vicenza per decidere se ampliare o meno la base, propone Fassino. E a chi gli domanda cosa deciderebbe a riguardo se fosse alla guida del governo, risponde: «Al momento non lo so, non si gioca su queste cose, no. Io sono abituato a decidere ma non a giocare con la politica.» Ma questo non vuol dire «sottomettere la politica estera italiana alla volontà dei cittadini di Vicenza»