Pensioni, spunta un nuovo piano

01/04/2003
       
       
      Pagina 28 – Economia
       
       
      Nel vertice con le parti sociali sarà proposta una diversa decontribuzione.
      Maroni polemico con Epifani
      Pensioni, spunta un nuovo piano
      Assegni familiari a carico dello Stato, stop ai privilegi
              VITTORIA SIVO

              ROMA – Il finanziamento degli assegni familiari passerebbe a carico dello Stato, in quanto spesa assistenziale, e attraverso la fiscalizzazione di questo istituto, il costo del lavoro per le imprese verrebbe ridotto. E´ questa una delle soluzioni che secondo i sindacati potrebbe spianare la strada ad un accordo con il governo sulle modifiche da apportare al disegno di legge delega di riforma delle pensioni, attualmente fermo al Senato. In vista dell´imminente appuntamento con Cgil, Cisl e Uil, il ministro del Welfare Roberto Maroni alterna messaggi di disponibilità al dialogo – «vedremo se c´è qualche correzione da fare» – a parole di fermezza sul testo della delega – «mi auguro che la legge venga approvata entro giugno», secondo gli «attuali contenuti fondamentali». E a proposito della posizione della Cgil, lo stesso Maroni, constatando che il governo ha intensamente dialogato «con tutti i sindacati, meno uno», auspica che il segretario generale Guglielmo Epifani abbia detto davvero di ricercare un accordo con il governo in materia di pensioni: «Sarebbe veramente una grossa novità, anche se fin´ora i comportamenti del leader della Cgil sono tutti di segno contrario». Nell´ipotesi caldeggiata dai sindacati la fiscalizzazione degli assegni familiari sarebbe in alternativa alla decontribuzione prevista dalla delega (fino al 5% per i nuovi assunti), misura respinta da Cgil, Cisl e Uil.
              Ma è altrettanto categorico il «no» della Confindustria al venire meno di una norma fondamentale, come appunto la riduzione dei contributi per i neo-assunti cui il governo si è impegnato nella misura di «almeno» il 3%. Eloquente il segnale lanciato ieri da Stefano Parisi, direttore generale di Confindustria: «Il ministro Maroni ci deve dire se rimette in discussione l´impianto della riforma»; in tal caso «ci mettiamo intorno ad un tavolo e ragioniamo», aggiunge Parisi osservando che il documento dei sindacati sembra voler cambiare la logica del ddl. Una modifica su cui invece sindacati e Confindustria concordano riguarda il trasferimento obbligatorio del Tfr maturando ai fondi integrativi: un tale automatismo sarebbe incostituzionale, dicono, mentre il modo più corretto per favorire il decollo della previdenza complementare è il silenzio-assenso del lavoratore. Intenzione di Maroni è poi di eliminare gli ultimi privilegi pensionistici rimasti per alcune categorie (dai militari al personale viaggiante, dai telefonici ai dipendenti della Banca d´Italia). Di modesto impatto sui bilanci previdenziali, la misura avrebbe un valore esemplare.