Pensioni, spunta l´ipotesi-blocco

09/06/2003

domenica 8 giugno 2003
 
 
Epifani a Pezzotta e Angeletti: "Sottovalutate i rischi". Uil soddisfatta, più cauta la Cisl
Riforma lavoro, sindacati divisi Pensioni, spunta l´ipotesi-blocco

Allo studio un decreto di temporaneo stop all´anzianità
          Tentazione del Tesoro per risparmiare 2 miliardi
          RICCARDO DE GENNARO

          ROMA – La bocciatura di Guglielmo Epifani, l´apertura di Savino Pezzotta, il sì deciso di Luigi Angeletti. Sono queste, in estrema sintesi, le posizioni dei tre segretari generali di Cgil, Cisl e Uil sul decreto attuativo della legge delega di riforma del mercato del lavoro, detta legge Biagi, dal nome dell´autore del «Libro Bianco» ucciso l´anno scorso dalle nuove Brigate rosse. Sindacati divisi, dunque, sulla riforma del mercato del lavoro, ma uniti nella difesa delle pensioni nel momento in cui spunta l´ipotesi di un decreto legge per bloccare la «finestra» di luglio 2003 e forse anche quella di ottobre per chi ha maturato i requisiti della pensione di anzianità: la mossa piacerebbe al Tesoro che potrebbe così risparmiare due miliardi di euro, rinviando di un anno il pagamento.
          «Cisl e Uil sottovalutano i rischi di queste politiche del governo in materia di mercato del lavoro», dice Epifani in un forum su l´Unità on line. Il leader della Cgil mette in guardia contro il pericolo di un abbassamento delle tutele e di una riduzione delle prerogative contrattuali del sindacato. «Con questi provvedimenti il mercato del lavoro italiano diventa il più flessibile e il più deregolamentato d´Europa – aggiunge Epifani – e tutto questo con forte connotato di precarietà, che non porterà alcun vantaggio all´economia e alle imprese». Pezzotta prende ancora tempo: «Ci sono alcune cose che vanno bene – dice il sindacalista Cisl – e altre che devono ancora essere corrette. Ne faremo una lettura molto attenta, l´analizzeremo fino in fondo e poi, nel confronto che dovrebbe partire, daremo le nostre valutazioni». Positivo il giudizio di Angeletti: «La cosa più importante è che si è avviata una riforma dei collaboratori coordinati e continuativi, che è l´aspetto più preoccupante e peggiore del nostro mercato del lavoro».
          Per il segretario Ds, Piero Fassino, la flessibilità va bene, ma non deve trasformarsi in precarietà: «Bisognerebbe predisporre delle griglie di diritti e di regole perchè il lavoro sia flessibile ma sicuro». Pietro Folena, esponente della minoranza Ds, è più duro: «La destra ha nei fatti smantellato quasi ogni tutela e diritto. La prossima mossa sarà rendere salari e stipendi a discrezione del datore di lavoro». La riforma Biagi è «un passo nella direzione giusta», commenta il commissario europeo Mario Monti. L´eurodeputato di Forza Italia, Renato Brunetta contrattacca: «È stato il centrosinistra a rendere precario il mercato del lavoro». Con la riforma scompaiono i co.co.co. A fine 2002 i collaboratori coordinati e continuativi erano due milioni 392mila, dice una ricerca degli artigiani di Mestre, il 13,2 per cento in più sul 2001, l´11 per cento del totale degli occupati. L´incidenza maggiore a Trieste, pari al 16,3%. Seguono Firenze, Milano e Roma. Ultima Vibo Valentia con il 4,4 per cento.
          Quanto alle pensioni, domani – giorno dell´ultimatum di Cgil, Cisl e Uil – comincia la settimana decisiva. È in programma tra Berlusconi, Tremonti e Maroni, chiesto da quest´ultimo per la verifica della linea del governo. Ci saranno i dincentivi? Difficile che si proceda con un emendamento alla delega. Meno improbabile, invece, considerata la situazione delle casse dello Stato, il blocco per decreto delle finestre di uscita. «Più che di pensioni dovremmo discutere di evasione fiscale dopo i dati della Guardia di Finanza sugli evasori totali», sottolinea però Pezzotta.