“Pensioni” Soldi ai precari che perdono il lavoro

25/01/2007
    giovedì 25 gennaio 2007

    Pagina 6 – Primo Piano

      PREVIDENZA
      LA TRATTATIVA

        Oltre la Biagi Con questa riforma
        il governo intende spianare la strada
        al confronto con i sindacati

          Soldi ai precari
          che perdono
          il posto di lavoro

            L’offerta di Damiano per discutere di pensioni

              TERESA PITTELLI
              ROMA

              Il partito democratico alla ricerca di un radicamento popolare «metterà al centro il lavoro», e in particolare il lavoro a tempo indeterminato, con una completa inversione di rotta rispetto alla legge Biagi. Ieri i big di Ds e Margherita hanno presentato a Roma il «manifesto dei riformisti», a firma del ministro del Lavoro Cesare Damiano e dell’ex titolare dello stesso dicastero, Tiziano Treu. Dal sussidio universale per tutti i lavoratori e tutte le imprese, al contingentamento dei contratti a termine, si tratta di misure che smontano in larga parte la riforma del lavoro targata Berlusconi.

              Il «manifesto», emblema dell’orgoglio riformista, come non ha mancato di sottolineare Damiano («se il ministro del Lavoro sono io vuol dire che questo tema non sarà lasciato alle forze radicali», ha spiegato), lancia una nuova piattaforma che farà del futuro Pd il «partito del lavoro», per usare l’espressione del segretario dei Ds, Piero Fassino. Fondato su parole chiave come concertazione e patto tra generazioni. «L’attenzione al lavoro si accompagna alla battaglia per modernizzare l’economia con le liberalizzazioni, perché se manca l’aspetto sociale non andiamo da nessuna parte», ha ribadito il leader della Margherita, Francesco Rutelli.

              Nel frattempo, però, l’apertura del confronto nel merito con i sindacati su temi scottanti come pensioni e ammortizzatori sociali si avvicina, e il ministero del Lavoro ha allo studio un pacchetto di misure di riforma del welfare sulle quali tenterà di raccogliere il consenso delle parti sociali. E che magari potrebbe rendere il confronto sulla previdenza meno difficoltoso. Damiano ha ribadito all’assemblea dell’Ulivo che il fulcro del confronto con i sindacati che sta per cominciare non sono le pensioni ma gli ammortizzatori sociali.

              Sono previste misure per i giovani, in gran parte lavoratori flessibili o discontinui, che secondo i sindacati di settore sono oltre 1,5 milioni. Gli interventi allo studio prevedono la copertura, attraverso contributi figurativi, dei cosiddetti «buchi» assicurativi, cioè dei periodi nei quali i lavoratori non versano nulla a causa della perdita del posto o di una pausa tra un lavoro temporaneo e l’altro. Ma la manovra sui contributi potrebbe anche arricchirsi di un’ipotesi avanzata da Damiano: l’innalzamento delle aliquote contributive dei lavoratori parasubordinati al 33%. Inoltre si pensa di concedere ai lavoratori flessibili, che normalmente hanno carriere discontinue e versano i contributi a più di un ente di previdenza, di cumulare gratuitamente gli spezzoni assicurativi in modo da ottenere una pensione (la cosiddetta totalizzazione).

              C’è poi la partita dell’indennità di disoccupazione, da riformare «in senso europeo», come dicevano ieri Damiano e Treu. Nel piatto delle proposte che potrebbero rientrare nella trattativa con i sindacati si sta pensando, oltre a eventuali ritocchi all’indennità di disoccupazione, anche alla sua estensione ai lavoratori flessibili per i periodi di inoccupazione. Tra le caratteristiche del sussidio ci sarebbe il condizionamento della sua percezione all’obbligo di seguire i corsi di orientamento e formazione dei centri per l’impiego e di accettare le eventuali proposte di lavoro, pena la perdita della tutela. Non è ancora chiaro, però, il nodo risorse. Per una riforma del genere potrebbero servire da due a tre miliardi di euro, una quota dei quali Damiano spera di ricavare dalla lotta all’evasione contributiva.

              Da verificare l’indice di gradimento sindacale. Alcune misure sui contributi per i lavoratori flessibili sono contenute nella piattaforma che Cgil, Cisl e Uil stanno mettendo a punto, e non dovrebbero quindi incontrare ostacoli. Tutto dipenderà, però, anche dal confronto su pensioni e pubblico impiego.