Pensioni, slitta ancora la riforma

12/05/2004


MERCOLEDÌ 12 MAGGIO 2004

 
 
Pagina 35 – Economia
 
 
Ieri non si è discussa in aula al Senato.
Maroni e Alemanno preoccupati: così si va dopo il voto
Pensioni, slitta ancora la riforma
il governo non esclude la fiducia
Giovanardi: "È un´ipotesi". La Lega: "Ci opporremo"

Angius: "Si avvicinano le elezioni e non hanno il coraggio di andare fino in fondo"
RICCARDO DE GENNARO

      ROMA – Il Senato frena sulle pensioni. Anche ieri l´esame della riforma ha registrato un rinvio: l´aula non ha affrontato il tema. La discussione riprenderà forse nel pomeriggio di oggi, con il rischio che – considerati i 550 emendamenti ancora da esaminare – si sforino nuovamente i tempi immaginati dal governo per l´approvazione. La cosa preoccupa il ministro del Welfare, Roberto Maroni, il quale poco tempo fa aveva scommesso che il provvedimento avrebbe avuto il via libera, perlomeno dall´assemblea di Palazzo Madama, prima delle elezioni europee: «Mi auguro che venga approvata entro giovedì, come previsto, ma sono un po´ preoccupato. Rischiamo di andare dopo le elezioni». Il ministro delle Politiche agricole, Gianni Alemanno (An), ha gli stessi pensieri: «Condivido la preoccupazione di Maroni, ci sono tempi strettissimi».
      A complicare le cose nella maggioranza spunta l´ipotesi di un ricorso al voto di fiducia, non solo al Senato, ma anche alla Camera per il varo definitivo, ipotesi che però spacca la coalizione. Il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Carlo Giovanardi, fa sapere che la fiducia è «un´ipotesi esistente». E precisa che «l´autorizzazione alla fiducia sulle pensioni è già stata data dal consiglio dei ministri». Le dichiarazioni di Giovanardi scatenano la ezione negativa della Lega Nord, del presidente della commissione Lavoro del Senato, Tomaso Zanoletti, e dello stesso relatore del provvedimento, Carmelo Morra. «La fiducia? Mai presa in considerazione, né lo faremo in futuro, ci opporremo se ci sarà», dice il vicepresidente del Senato, Roberto Calderoli. «L´accordo sulla delega c´è, la fiducia è quindi inopportuna», aggiunge Zanoletti. «Non ne vedo il motivo», conclude Morra.
      L´opposizione attacca, non crede al voto di fiducia, sottolinea che lo slittamento del voto è figlio della paura del risultato elettorale: «Per mesi hanno detto che la riforma delle pensioni era urgente e indispensabile – dice Gavino Angius, senatore Ds – ora che si avvicina il momento delle elezioni non hanno il coraggio di andare fino in fondo». Quanto allo scontro nella maggioranza sulla fiducia, Angius commenta: «Ci risparmino almeno questo vergognoso balletto di dichiarazioni contradditorie, di smentite che si susseguono senza tregua».
      Analoga la presa di posizione di Natale Ripamonti, verdi: «Le pensioni sono ora meno urgenti della costituzione di tre nuove province. Berlusconi, che si era presentato a reti unificate per spiegare l´urgenza e la necessità della riforma, dovrebbe tornare in tv e dire ai cittadini che si era sbagliato». A questo punto, suggerisce Ripamonti, sarebbe meglio ritirare il provvedimento e riaprire un confronto con le organizzazioni sindacali». È quello che propongono anche i sindacati, Ugl compresa: «Speriamo che il governo faccia di necessità virtù e utilizzi questo nuovo tempo per riaprire il confronto con le parti sociali», dice il vicesegretario del sindacato vicino ad An, Renata Polverini. «Meglio prendersi una pausa di riflessione», concludono Cgil, Cisl e Uil.