Pensioni, sindacati verso lo sciopero

07/05/2003

ItaliaOggi (Primo Piano)
Numero
107, pag. 3 del 7/5/2003
di Teresa Pittelli


Insuccesso dell’incontro al minwelfare per sbloccare la trattativa sulla riforma previdenziale.

Pensioni, sindacati verso lo sciopero

Cgil, Cisl e Uil: il governo è influenzato dalla Confindustria

È sciopero generale sulle pensioni. Cgil, Cisl e Uil rispondono con la proposta di mobilitazione unitaria alla decisione del ministro del welfare, Roberto Maroni, di declassare l’incontro di ieri con le confederazioni da trattativa politica (il ministro aveva promesso che ieri si sarebbe definitivamente pronunciato sulle proposte sindacali di revisione della delega sulla previdenza all’esame del senato, ndr) a incontro tecnico. Nel quale, appunto, non sono state prese decisioni, ma solo confrontati dati e stime relativi ad alcune delle ipotesi sul tavolo della trattativa.

Maroni ha comunque assicurato in una nota che ´vedrà i sindacati prima della conclusione dell’iter della legge delega in commissione lavoro del senato’. Ma per i sindacati ´il rinvio è un segnale di debolezza del governo, a pochi giorni dall’intervento pubblico di Confindustria, che ha ribadito la sua scelta a favore della decontribuzione’. Il 14 maggio i vertici di Cgil, Cisl e Uil si incontreranno per definire il calendario delle iniziative di lotta, che scatteranno dopo il via libera dei rispettivi organismi nei prossimi giorni. Dura la replica del presidente degli industriali, Antonio D’Amato, secondo il quale ´la questione della previdenza non si risolve scaldando gli animi, ma usando il cervello’. D’Amato ha sottolineato che ´la riforma delle pensioni deve essere il primo passo per una più ampia riforma del welfare’, e che ´le soluzioni non si trovano scendendo in piazza’.

- La protesta dei sindacati. ´Improvvida’ la decisione del ministro di non partecipare all’incontro che doveva sbloccare la trattativa sulle pensioni, in corso da oltre un anno. Questo il commento dei segretari confederali (Pierpaolo Baretta per la Cisl, Morena Piccinini per la Cgil e Adriano Musi per la Uil), che in risposta al forfait del ministro si sono rifiutati a loro volta di presentarsi all’incontro, al quale hanno partecipato i tecnici, e hanno organizzato un contro-vertice dal quale è emersa la decisione di indire la mobilitazione unitaria. ´La nostra attesa per l’incontro di oggi era sapere se la volontà politica del governo fosse indirizzata a sostituire la decontribuzione con la fiscalizzazione’, spiegano i segretari in un comunicato, ´ad adottare meccanismi di espressione della volontà dei lavoratori nella scelta di utilizzo del tfr per la previdenza complementare, a privilegiare i fondi collettivi e negoziali, ad assumere vincoli per la definizione del Testo unico’. I sindacati chiedono poi ´la sospensione del dibattito parlamentare fino a che non si sia esaurito il negoziato’. Richieste che secondo i sindacati sono rimaste inevase. E sulle quali sollecitano il ministro a fissare una nuova data per dare la risposta che attendevano oggi.

Altrimenti, concludono i sindacati, è ´inevitabile lo scontro sociale che porterà, se non recuperato urgentemente, a una mobilitazione del mondo del lavoro’. I segretari confederali hanno però ribadito che ´una mobilitazione è comunque necessaria per sensibilizzare la gente, al di là delle risposte del governo’.

- La Cgil vota oggi il sì al referendum. Uil verso l’astensione. Un sì per le riforme e i diritti. È la proposta avanzata ieri al direttivo della Cgil dal segretario generale, Guglielmo Epifani. Che ha comunque ribadito ´la contrarietà allo strumento referendario’ (riproduzione riservata)