“Pensioni” Sindacati sul piede di guerra

15/06/2007
    venerdì 15 giugno 2007

      Pagina 7 – Economia

        «Via lo scalone, no al rinvio per le pensioni»

          Sindacati sul piede di guerra: non si può andare a settembre

            di Laura Matteucci

            MURO I sindacati fanno muro sull’ipotesi di separazione tra gli argomenti sul tavolo di confronto tra governo e parti sociali e sullo slittamento a settembre della discussione su scalone e coefficienti. Il ministro del Lavoro, Cesare Damiano, ammette che sulla possibilità di trovare un accordo entro giugno «la realtà è più dura della fantasia», i sindacati rispondono che un rinvio sarebbe «inaccettabile» perchè significherebbe trattare con la «pistola alla tempia» della scadenza del 2008 per lo scalone.

            L’incontro di oggi a palazzo Chigi tra governo e parti sociali sul Dpef e la riforma del sistema previdenziale si complica ulteriormente. Il governo dovrebbe mettere sul tavolo la rivalutazione delle pensioni più basse, ma su scalone, coefficienti e utilizzo dell’extragettito un rinvio della discussione a settembre per i temi previdenziali è possibile. Non bastasse, la Bce ha chiesto che le risorse dell’extragettito siano usate interamente per la riduzione del debito.

            Lo scalone resta una materia incandescente anche perchè cancellarlo impone il recupero di risorse ingenti: il mantenimento dal 2008 dei 57 anni per la pensione di anzianità costerebbe a regime 9 miliardi l’anno.

            Nonostante l’intenzione di trasformare lo scalone in scalini, al tavolo il governo non ha mai presentato una proposta dettagliata (anche se ci sono indiscrezioni sul passaggio nel 2008 a 58 anni per l’anzianità).
            «C’è bisogno di dare certezza ai lavoratori – dice il segretario della Cgil, Guglielmo Epifani – Non possiamo arrivare alla fine dell’anno senza indicare l’aspetto previdenziale che li riguarda. Lo scalone va superato perché è iniquo e crea troppe disparità». E per Morena Piccinini, segretario confederale Cgil, è «inaccettabile» che si vada a settembre perchè si tratterebbe con «la pistola alla tempia» ma «è ancora più inaccettabile lo spezzatino: o si è in grado di risolvere tutto insieme o non ci stiamo a fare due accordi separati». Epifani chiarisce: al tavolo del governo «dobbiamo discutere di tutto: di pensioni, dell’uso dell’extragettito e della preparazione del Dpef». No al rinvio a settembre anche per la Cisl. «Lo slittamento a settembre – afferma il segretario generale aggiunto, Pierpaolo Baretta – sarebbe una scelta sbagliata». La Uil avverte: se resta lo scalone il sindacato è pronto a proclamare un nuovo sciopero.