“Pensioni” Sedici milioni di lavoratori fanno i conti con il Tfr

23/10/2006
    sabato 21 ottobre 2006

    Pagina 5 – Economia/Pensioni

    Sedici milioni di lavoratori
    fanno i conti con il Tfr

      Confindustria soddisfatta, con qualche mugugno tra i �piccoli�.
      Per Cgil, Cisl e Uil l’impegno a informare

        di Bianca Di Giovanni/ Roma

          INTESA Soddisfazione in Viale dell’Astronomia, qualche mugugno a Prato, dove � riunita la piccola impresa. Questo il clima in casa confindustriale dopo l’intesa – per ora solo verbale – sul Tfr. Serpeggia il malcontento, invece, tra le cooperative (Confcoope-rative e Legacoop) che protestano per essere state escluse dal tavolo e criticano l’idea della soglia. In casa sindacale i giudizi appaiono generalmente positivi. �Un accordo importante�, dichiara Guglielmo Epifani. Anche se l’ala pi� radicale della Cgil e anche la Uilm non nascondono perplessit�. In ogni caso il governo ha convocato le parti per luned� alle 17 a Palazzo Chigi per la firma dell’accordo.

          Luca Cordero di Montezemolo se la cava con un �I don’t speak italian� (non parlo italiano) il giorno dopo l’intesa. Nessun commento. Il presidente lascia il campo al direttore generale Maurizio Beretta. Lui parler� oggi a Prato dove dovr� affrontare la �freddezza� dei piccoli. Per Beretta �l’intesa verbale � un grande passo in avanti. Abbiamo fatto un buon lavoro. Ora serve un accordo scritto�. Confindustria punta a ottenere buone condizioni sulle compensazioni, che dovranno partire contestualmente all’avvio del prelievo. In ogni caso – dichiarano a Viale dell’Astronomia – il 99,5% delle imprese italiane non avr� alcun titpo di problema: per esse (quelle sotto i 50 dipendenti) vale la scelta del singolo lavoratore (fondi o azienda). �Abbiamo salvato e preservato le pmi�, spiega Beretta. La Confindustria ribadisce comunque la sua contrariet� ad un prelievo forzoso del Tfr inoptato per il decollo della previdenza integrativa e sottolinea la sua condizione (accettata dal governo) che la norma sull’Inps venga rivista nel 2008.

          L’accordo di Palazzo Chigi ha messo la sordina ai malumori degli imprenditori: a Prato non c’� stato (fino a ieri) il Far West tanto temuto. Verso quel prelievo �forzoso� resta comunque un’opposizione di natura ideologica e di principio, come ha evidenziato il leader dei piccoli di Confindustria, Giuseppe Morandini. �Sapete tutti che la via dell’accordo sul Tfr � stata tracciata. Se devo darvi un giudizio istintivo devo dirvi che il limite dei 50 non mi entusiasma – ha dichiarato suscitando gli applausi della platea – ma siccome siamo imprenditori e siamo giustamente sensibili ai numeri dobbiamo lasciare a casa l’istinto e ragionare con obiettivit�, prendendo atto che questo accordo tutela il 99,5% degli oltre 4 milioni di imprese di questo paese�. Se il caso Tfr � stato superato, per le picocle imprese ne restano aperti molti altri in questa manovra: dalle auto aziendali agli studi di settore, dalla tassa di successione agli estimi catastali, ai contributi sull’apprendistato. Le modifiche al codice ambientali rappresentano poi un �ulteriore caso di vero accanimento burocratico�.

          Confcommercio tira un sospiro di sollievo con l’esclusione delle aziende sotto i 50 dipendenti. Ma non fa salti di gioia. Anzi. Chiede subito misure compensative per lo smobilizzo del Tfr. E non solo: lancia l’allarme su quelle aziende ad alta intensit� di lavoro – come la grande distribuzione o quelle del settore turismo – che dovranno cedere il 100% del Tfr maturando.

          Altro tema all’attenzione dei piccoli di Prato, quello del taglio del cuneo fiscale. Secondo un sondaggio in diretta svolto alla convention confindustriale, Il taglio del cuneo � significativo ma depotenziato da altri provvedimenti adottati dal governo. La pensano cos�, infatti, il 40% degli industriali che affollano il convegno assieme ad un altro 31% che pensa come l’effetto del taglio del costo del lavoro sia addirittura �trascurabile anche se nella direzione giusta�. Un risultato che per il 9% degli industriali � invece addirittura �nullo�.

          Un successo, comunque, se rapportato con l’umore sondato nel 2005, nella scorsa convention pratese, quando il 76,9% degli imprenditori presenti bocci� l’impatto del provvedimento sulla competitivit� delle proprie imprese.