Pensioni, scattano gli sgravi fiscali

01/03/2005

    martedì 1 marzo 2005

      Pagina 25 – Economia

        Meno tasse per 4 milioni 300 mila italiani. Non cambia nulla per 5 milioni. Da oggi l´Inps si adegua alla riforma Berlusconi
        Pensioni, scattano gli sgravi fiscali
        Taglio medio di 297 euro. Tfr, il governo equipara fondi e polizze
        No della Cgil alla bozza di decreto sulla previdenza integrativa. Domani confronto tra governo e parti sociali
        Per chi cumula i trattamenti di vari enti lo sconto Irpef si vedrà a partire da aprile

        ALDO FONTANAROSA

          ROMA – Dopo l´Enpam, che li ha versati a inizio febbraio, e l´Inpdap, che li ha pagati il 16 febbraio, oggi anche l´Inps riconoscerà ai suoi pensionati i primi sconti fiscali previsti dalla Finanziaria. Non tutti i lavoratori a riposo, per la verità, hanno avuto a febbraio o avranno oggi delle agevolazioni. Quasi 5 milioni e 400 mila pensionati – dei vari enti previdenziali – incasseranno nel 2005 gli stessi soldi di sempre. Non sono toccati, cioè, dal nuovo sistema di calcolo che riduce il numero delle aliquote Irpef e trasforma in deduzioni le detrazioni per carichi di famiglia.

          Qualche euro in più, invece, andrà quest´anno a circa 4 milioni 333 mila persone. La maggior parte di questi pensionati (quasi 4 milioni) otterrà uno sgravo medio di 297,89 euro in un anno. Per i pensionati Inps, come detto, lo sconto comincerà a vedersi con la pensione di marzo (in pagamento da oggi) e comprenderà le rate di gennaio e febbraio 2005. Se queste prime rate non dovessero, come è possibile, equivalere alla tredicesima parte dello sgravio annuale, gli euro che dovessero mancare, a fine anno, per raggiungere quota 297,89, entreranno con un conguaglio finale.

          Un altro gruppo di pensionati – inferiore però ai 400 mila – risparmierà anche di più, fino a 454,62 euro (il valore è sempre una media annuale). Per loro, e solo per loro, il nuovo regime fiscale porterà l´esenzione totale dall´Irpef. Un caso a parte è rappresentato, infine, dalle persone che cumulano pensioni di vari enti. Per molti di questi, i benefici dovrebbero vedersi solo da aprile, in attesa che il casellario centrale completi i calcoli.

            Intanto il governo invia alle parti sociali (sindacali e industriali) la bozza di decreto sul Tfr. E´ il provvedimento che – una volta votato – permetterà di destinare la liquidazione ai Fondi pensione. Sindacati e Confindustria hanno chiesto, in un "avviso comune", che i Fondi di categoria o contrattuali godano di una corsia preferenziale. Ma il governo da quest´orecchio non ci sente, visto che la bozza di decreto non distingue «tra previdenza complementare collettiva e individuale». La novità non sfugge a Morena Piccinini, segretario confederale della Cgil, che la critica aspramente, a poche ore dall´incontro di mercoledì al ministero del Welfare: «Se si pretende di mettere sullo stesso piano fondi collettivi e polizze individuali – spiega – si usano due pesi e due misure quanto a trasparenza». La bozza, aggiunge Piccinini, non chiarisce a chi spetti decidere il fondo beneficiario nel caso il lavoratore non dia istruzioni sulla propria liquidazione. Lacune si segnalerebbero, infine, sulla "portabilità" dei contributi in caso di trasferimento delle posizioni previdenziali e sulle compensazioni per le aziende che dovranno rinunciare al Tfr.