Pensioni, riprende il confronto: tre giorni per evitare la rottura

12/11/2001


Lunedì 12 Novembre 2001

LA RIFORMA DEL WELFARE

Pensioni, riprende il confronto:
tre giorni per evitare la rottura

ROMA — Dovrebbe riprendere oggi il confronto tra governo e parti sociali sulla riforma della previdenza. L’incertezza è legata al fatto che sindacati e governo non hanno una visione coincidente dello stato della trattativa: nei giorni scorsi soprattutto la Cgil aveva fatto sapere che la trattativa si intendeva congelata, in presenza della scelta della delega quale strumento legislativo per intervenire.
Da parte sua il ministro del Welfare Maroni ritiene che il tavolo potrà riprendere, a condizione che l’esecutivo presenti in forma scritta e analitica le proposte che ha finora avanzato: il che, secondo Maroni, potrà avvenire oggi. Certo è che mancano solo tre giorni alla scadenza del 15 novembre, data entro la quale il governo deve formalmente presentare in Parlamento i collegati alla Finanziaria. Per quel giorno è prevista una riunione del Consiglio dei ministri che dovrebbe prendere la decisione formale.
Ma i sindacati puntano ad avere prima del 15 un incontro diretto con il presidente del Consiglio Berlusconi, per provare a superare l’impasse. La richiesta è stata reiterata dal segretario della Uil Pezzotta, ma non trova d’accordo Maroni. All’interno dell’esecutivo è invece favorevole il ministro dell’Agricoltura Alemanno. «Deve essere accettata la richiesta del segretario generale della Cisl Pezzotta – ha detto Alemanno – di un incontro con il presidente del Consiglio e il ministro del Lavoro in cui la discussione verta non solo sullo strumento delega ma soprattutto sui contenuti e le garanzie contenute nella delega stessa».
«Entriamo in una settimana decisiva per il dialogo sociale – ha osservato il ministro ed è necessario che questo incontro avvenga prima del Consiglio dei Ministri di giovedì, per evitare che il ricorso alla delega possa diventare per qualcuno una scusa per aprire in autunno una stagione di conflittualità permanente». «Bisogna fare in modo – ha concluso Alemanno – che in questo incontro vengano individuati dei punti di riferimento precisi che permettano di rendere accetto l’uso della delega per tutti i sindacati che non vogliono fare strumentalizzazioni».
Il riferimento è naturalmente alla Cgil, che ha già ventilato la possibilità di azioni estreme, compreso lo sciopero, in caso di conferma del ricorso alla delega. Più sfumata la posizione di Cisl e Uil, che sono contrari alla delega ma si aspettano dall’esecutivo qualche apertura sui contenuti.