Pensioni, ripensamento sulle «minime»

15/11/2001

Il Sole 24 ORE.com





    Maroni decide di presentare l’emendamento sugli aumenti a 516 euro alla Camera e non più al Senato: va sottoposto ai sindacati

    Pensioni, ripensamento sulle «minime»
    Ancora dubbi sulla copertura finanziaria – L’opposizione insorge: il ministro subisce i diktat della Lega
    Marco Rogari
    ROMA – Dopo la delega sulla riforma previdenziale, slitta anche l’aumento a 516 euro mensili delle pensioni «minime». Ieri il ministro Roberto Maroni ha comunicato al Senato, dove avrebbe dovuto presentare (come annunciato nei giorni scorsi) l’emendamento per i ritocchi degli assegni "bassi", che la modifica alla Finanziaria sarà "consegnata" solo tra qualche settimana alla Camera. «L’emendamento è tecnicamente pronto» – ha detto Maroni dopo aver informato il presidente del Senato, Marcello Pera – ma i sindacati hanno chiesto «di esprimere la loro valutazione sui criteri». Al di là della richiesta di Cgil, Cisl e Uil formulata nelle scorse settimane, però, è stata anche la Lega già martedì a Palazzo Madama a insistere per la marcia indietro. Che, oltre a consentire a Maroni di ascoltare le eventuali controproposte delle parti sociali, permetterà al Welfare anche di fare un’ulteriore valutazione sulla tenuta della copertura finanziaria (quasi 2,17 miliardi di euro) rispetto alla platea dei beneficiari. Anche perché nei giorni scorsi alcuni tecnici del Tesoro hanno espresso più di una perplessità. Alla fine di una "lunga meditazione" il Governo la scorsa settimana aveva deciso di estendere (come prevede l’emendamento che ieri Maroni aveva praticamente in tasca) i "ritocchi", oltre che a tutti gli «over 70», anche a una parte degli «over 65» attraverso un "bonus" legato ai contributi (almeno cinque anni di versamenti) e agli «over 60» inabili e invalidi civili al 100 per cento. E di garantire aumenti "netti" e non più lordi come era stato detto in un primo momento. Ma proprio alla luce di questo nuovo dispositivo, diverso da quello ipotizzato alla fine di ottobre dai tecnici del Welfare (aumenti a tutti gli «over 71» e agli «over 65» invalidi e inabili) sono spuntati i primi dubbi sulla tenuta finanziaria dell’operazione. E, quindi, la necessità di calcoli più approfonditi. Secondo Maroni, comunque, non ci sono problemi di questo tipo. Il ministro ieri ha confermato i criteri annunciati la scorsa settimana. E, dopo aver informato il presidente del Senato, Marcello Pera, ha sottolineato che la decisione di presentare l’emendamento solo quando la Finanziaria sarà approdata alla Camera, deriva esclusivamente dall’occasione fornita dal prolungamento del «dialogo sociale» sulla riforma previdenziale: «Ieri le parti sociali e in particolare i sindacati, visto che ci siamo dati un altro mese di tempo per discutere di previdenza, mi hanno chiesto di poter verificare ed esprimere loro opinioni anche sui criteri» per gli aumenti delle "minime". «È chiaro – ha aggiunto il ministro – che se mi chiedono di aprire un confronto anche su questo versante, avendo tempo per farlo, acconsento». E a confermare che lo slittamento di qualche settimana alla Camera deriva solo dalla necessità di «ascoltare le parti sociali per ottenere il più largo consenso possibile e non certo per una mancanza di attenzione verso il Senato» è stato il vicepremier, Gianfranco Fini. Ma l’opposizione attacca Maroni. Secondo i Verdi, il ministro con la decisione di far slittare l’emendamento alla Camera «non ha rispettato le istituzioni, subendo il diktat della Lega» e ha mostrato «una gravissima inaffidabilità». Al di là delle prese di posizione un elemento appare certo: di rinvio in rinvio la storia degli aumenti delle minime si trascina ormai da due mesi. La scorsa settimana Maroni sembrava aver deciso definitivamente sulla presentazione dell’emendamento (comprensivo della sanatoria degli indebiti Inps) al Senato. Secondo il Governo comunque il rinvio non inciderà sulla platea e sui limiti di reddito annui per usufruire degli aumenti: 6.714 euro (11.142 nel caso di coniuge a carico).
    Giovedí 15 Novembre 2001
 
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