“Pensioni, riforma solo dal 2008 ora misure per lo sviluppo”

08/09/2003

 lunedì 8 settembre 2003
 
Pagina 2 – Economia
 
 
Il ministro: nessun intervento in Finanziaria, ma sconto Ue sul deficit per chi incide sulla previdenza
"Pensioni, riforma solo dal 2008 ora misure per lo sviluppo"
Tremonti: non taglio le tasse, in questo momento non posso
          DAL NOSTRO INVIATO
          ROBERTO PETRINI


          CERNOBBIO – Tremonti ripone la scure che minacciava le pensioni, annuncia una riforma «senza scontro sociale», esclude un intervento sulla previdenza in Finanziaria, si prepara a chiedere una deroga all´Europa per lo sforamento del deficit a fronte di misure strutturali e promette un piano di sostegno dell´economia con misure a favore delle aziende che investono in ricerca e sviluppo.
          Al secondo giorno del convegno di Cernobbio, di fronte a industriali e mezzo governo, il ministro dell´Economia rilancia ed esce allo scoperto. Numero uno: la riforma delle pensioni non andrà in Finanziaria e non servirà per fare cassa fin dal 2004: sono escluse dunque misure come il blocco delle finestre di uscita. Il ragionamento è il seguente: «Per l´Italia i problemi iniziano dal 2008», quindi è da lì che bisogna agire con una «logica di lungo periodo» come si sta facendo con le riforme tedesca e francese, che avranno impatto dal 2010 al 2020. Tremonti riconosce che esiste anche un´altra tesi, quella di chi vorrebbe fare interventi «scioccanti e istantanei», ma non la condivide perché «non si considera la componente negativa dovuta al conflitto sociale» con la conseguente caduta di fiducia e domanda.
          Chi risolverà i problemi di finanza pubblica? La questione passa direttamente sul tavolo dell´Europa. Tremonti ha già pronta una proposta per l´Ecofin informale di Stresa di fine settimana: il paese che dimostri di fare riforme strutturali deve poter beneficiare di piccoli sforamenti di deficit (fino ad un punto di Pil), così da «evitare le tensioni sociali che impedirebbero la realizzazione» degli interventi sul welfare. Una posizione che sembra guardare al caso francese, ma anche a quello dell´Italia. Roma non fa infatti più mistero di attendersi da Bruxelles maggior flessibilità sugli obiettivi di rientro del deficit in cambio di un impegno alla riforma previdenziale. Ma proprio da Cernobbio è giunta una prima doccia fredda dal commissario Ue Mario Monti: «Le riforme strutturali, in particolare quella delle pensioni, sono un passo fondamentale per l´ammodernamento, la sostenibilità della finanza pubblica e la competitività. Non si tratta di chiedere qualcosa in cambio».

          Tremonti non ha eluso la questione del rilancio: da giorni si sa che le risorse destinate al sostegno dell´economia saranno di circa 5-6 miliardi di euro. Il ministro annuncia "misure straordinarie" di stampo "colbertiano" (dal nome del ministro delle Finanze di Luigi XIV, Jean Baptiste Colbert da sempre sinonimo di statalismo). Ma al di là delle definizioni l´idea, già presente in altri paesi, è di creare un habitat favorevole agli investimenti delle imprese in ricerca e sviluppo e per questo sarà anche allestito un fondo di rotazione per la ricerca. «Questi interventi – ha osservato Tremonti – avranno un costo limitato ma avranno un valore simbolico enorme nella strategia della competizione, dell´investimento e della ricerca».
          Da Tremonti arriva infine anche la conferma che non ci saranno alleggerimenti d´imposte: «Ho ridotto le tasse pensando che aumentassero i consumi, invece sono aumentati i depositi in banca perché la gente ha paura. Il taglio delle tasse è importante, ma non si può fare in questo momento».