“Pensioni, riforma entro il 2003″

13/12/2002

13 dicembre 2002

 
Pagina 6 – Economia
 
 
IL CASO
Annuncio di Maroni. Allarme dei sindacati
"Pensioni, riforma entro il 2003"
          Cgil, Cisl e Uil si oppongono al taglio dei contributi. L´appello di D´Alema


          ROMA – La riforma previdenziale verrà fatta entro il 2003. Lo ha detto il ministro del Welfare, Roberto Maroni. Il ministro ha detto di essere rimasto «sorpreso» dalle affermazioni del super-esperto del ministero dell´Economia, Giuseppe Vitaletti, secondo il quale la riforma non sarebbe urgente. Maroni ha osservato invece che, «come ha detto Bossi, il 2003 sarà l´anno delle riforme e si farà dunque anche la riforma previdenziale». «La faremo nel 2003 – ha ribadito il ministro Lumbard – anche se non fosse necessario», se non ci fosse cioè l´urgenza. La riforma, ha aggiunto, sarà fatta «in base alla delega che verrà approvata definitivamente il prossimo anno, a prescindere dalle gobbe».
          La sortita di Maroni ha provocato una levata di scudi dei sindacati. Il ministro del Welfare può fare la riforma delle pensioni entro il 2003, ma sappia che il taglio dei contributi previsto nella delega è «inaccettabile». Per questo – sostengono unite Cgil, Cisl e Uil – la delega va corretta, possibilmente nell´ambito di un confronto con le parti sociali. «Anziché le continue esternazioni, per altro spesso contraddittorie fra di loro – afferma il segretario confederale della Cgil, Morena Piccinini – sarebbe bene che il ministro desse avvio ad un serio confronto con le organizzazioni sindacali, cosa che fino ad ora non è avvenuta».
          Sul tema previdenziale è intervenuto ieri polemicamente anche D´Alema. «Trovo clamoroso – ha detto – che il governo Berlusconi abbia saltato a piè pari il problema della riforma delle pensioni». La cosa assurda, secondo il presidente dei Ds, è che chi doveva farsi alfiere del neoliberismo non abbia affrontato il tema, «quando è evidente che il problema del paese non è l´articolo 18, ma semmai il completamento della riforma previdenziale con il contributivo pro rata». Quanto all´articolo 18, ha aggiunto D´Alema, «è sacrosanto e va difeso ma non coincide con l´obbligo di reintegro». In questo senso, secondo il presidente dei Ds, va valutata la proposta di Pietro Ichino «che consente di volta in volta di valutare come tutelare quel principio».